MELBOURNE - Nel quartiere di Northcote, la scuola superiore pubblica rappresenta un punto di riferimento per la comunità dal 1926. Un centenario, che si festeggia quest’anno, e riconferma la qualità dell’istituto e la sua capacità di guardare al futuro.
“Abbiamo avviato un progetto di scambio con la Cina ormai 25 anni fa - ha ricordato Jocelyn Hill, Director of Global Learning della Northcote High School -, uno dei più longevi di tutto il Victoria, di cui andiamo molto fieri”.
Le opportunità di confrontarsi ed esplorare il mondo che offre la scuola sono uno dei fiori all’occhiello: insieme a quello con la Cina c’è lo scambio con l’Italia, arrivato al suo quarto anno e “l’anno scorso abbiamo anche introdotto il ‘World Challenge’, grazie al quale 50 studenti sono andati al Borneo per due settimane, per un’esperienza irripetibile di scoperta e lavoro per la comunità locale”.
L’insegnamento delle lingue rimane una delle priorità di questo gruppo di insegnanti che cerca di offrire ai ragazzi ogni opzione possibile per coltivare la loro passione: “Tutto quello che possiamo fare per coinvolgere gli studenti nello studio delle lingue, siamo contenti di farlo”, ha insistito Hill, ricordando che nel 2025 la scuola e la comunità scolastica hanno accolto 120 studenti internazionali.
Angela Cappelli e Imogen Lazarus, insegnanti di italiano alla Northcote High School, sono state nelle scorse settimane impegnate a organizzare lo scambio per i loro studenti di italiano, che hanno accolto un gruppo di 14 ragazzi arrivati dal liceo Francesco Vivona di Roma.
“Un’idea nata cinque anni fa”, ha raccontato Cappelli, ricordando quando, per gettare le basi del gemellaggio, che ha consentito in questi anni lo scambio reciproco con l’istituto romano, ha ricevuto prima la visita di un gruppo di delegati della scuola.
“La cosa importante è dare agli studenti un’opportunità di vedere e conoscere diverse parti del mondo. Capire come funziona la scuola italiana, lo stile di vita e incoraggiarli a parlare in italiano”, ha detto l’insegnante, che ha sottolineato anche il grande supporto ricevuto in questi anni dalle famiglie e da tutta la comunità scolastica. L’idea è di continuare e di espanderlo, se possibile.
“È una grande soddisfazione personale per me vedere gli studenti migliorare e per questo speriamo di poter espandere il progetto”, ha ammesso.
Gli studenti che hanno voluto raccontare lo scambio hanno descritto l’esperienza come qualcosa che prima della partenza non riuscivano nemmeno a immaginare.
Hazel ha vissuto un mese a Roma a casa di Arianna e della sua famiglia e lo ricorda come un periodo “straordinario, meglio di come avrei mai potuto immaginarlo”. Arianna ha ricambiato la visita di Hazel venendo a Melbourne, per scoprire il suo mondo e toccare con mano quanto diversa sia la vita australiana da quella a cui è abituata.
“La scuola è organizzata in maniera molto diversa e il cibo è molto più internazionale”, ha commentato. Max ha raccontato come lo scambio lo abbia cambiato non solo perché gli ha mostrato le differenze culturali tra i due Paesi, ma anche perché lo ha ispirato a studiare la lingua con rinnovata motivazione. “Una cosa che mi ha scioccato è il modo in cui si relazionano gli italiani con il cibo, per loro è davvero molto importante”.
Saverio si è stupito per la differenza nelle abitudini familiari: “Una cosa inaspettata sono stati gli orari della cena, qui si cena molto presto. E poi quando devono uscire, lo fanno molto velocemente, mentre a casa mia ci mettiamo molto più tempo”.
Nicla è rimasta favorevolmente colpita dall’approccio concreto della scuola australiana, che “insegna cose pratiche, importanti per il tuo futuro”. Thea ha notato quanto i ragazzi in Italia siano “meno timidi e decisamente più aperti. Noi ci mettiamo un po’ più tempo per sentirci a nostro agio”.
Anche Tilly evidenzia come fosse facile, durante il tempo trascorso in Italia, socializzare con le persone della sua età. “Tutti erano interessati a sapere qualcosa dell’Australia e mi facevano tante domande”.
Anthony si dice molto contento di avere l’occasione di interagire con gli studenti italiani: “Mi aiutano con l’accento e i test”, ha sottolineato. Tante voci diverse, ma un coro unico di entusiasmo e apprezzamento per quest’esperienza straordinaria.