SYDNEY - Il governo Minns ha annunciato un nuovo pacchetto di leggi contro la criminalità organizzata che prevede pene severe per chi partecipa alla pianificazione di un omicidio di gruppi criminali, anche quando l’assassinio non viene portato a compimento.
Le modifiche introdurrebbero fattispecie aggravate per associazione a delinquere e tentato omicidio, estendendo la pena massima fino all’ergastolo per chi prende parte all’organizzazione di un assassinio.
Il provvedimento giunge dopo una nuova escalation di violenza nelle strade di Sydney, culminata nell’uccisione, in due giorni consecutivi, di due persone estranee ai conflitti tra gruppi criminali.
Mercoledì scorso un uomo sulla quarantina è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco davanti a una villetta bifamiliare nella zona occidentale di Sydney, dove stava lavorando. Il giorno precedente, uno studente universitario era stato assassinato nella casa di famiglia nel sud-ovest della città.
Dal maggio 2025 sono stati registrati cinque casi sospetti di scambio di persona, alimentando il timore che capi criminali operanti dall’estero stiano contribuendo ad attentati sempre più indiscriminati.
Il premier Chris Minns ha affermato che le norme devono adeguarsi all’evoluzione della criminalità organizzata.
“Se partecipi alla pianificazione di un omicidio di gang, devi prevedere la possibilità di trascorrere il resto della tua vita dietro le sbarre”, ha dichiarato.
Il governo vuole inoltre colpire chi organizza la violenza, chi la facilita attraverso piattaforme digitali e chi la esegue materialmente.
Le modifiche prevedono anche l’inserimento di quattro ulteriori reati relativi a sparatorie pubbliche e incendi dolosi nel regime dei serious children’s indictable offences.
In questi casi, i minori sospettati di essere coinvolti in reati connessi alla criminalità organizzata verrebbero processati dinanzi a corti superiori e potrebbero vedersi comminate pene previste per gli adulti, compreso l’ergastolo.
Il pacchetto contempla inoltre nuove restrizioni per persone sospettate di legami con gruppi criminali, con limiti sulle frequentazioni, sugli spostamenti e sull’accesso a dispositivi elettronici, internet e piattaforme tecnologiche.
Diventerebbe inoltre reato indurre un’altra persona a utilizzare una piattaforma digitale per organizzare o facilitare attività criminali gravi.
Il governo statale ha annunciato anche un investimento aggiuntivo di 15 milioni di dollari per ampliare le capacità della polizia di accedere, scaricare e analizzare dati provenienti da dispositivi criptati e piattaforme digitali.
Restano intanto all’esame del Parlamento altre misure già annunciate, tra cui nuovi poteri per obbligare i sospettati a sbloccare i propri telefoni e pene più severe per chi si rifiuta di farlo.