WELLINGTON – La campagna elettorale neozelandese entra nelle ultime giornate senza un vincitore chiaro, con l’ultimo sondaggio che conferma un equilibrio quasi perfetto tra National e Labour in vista del voto del 7 novembre.

La rilevazione TVNZ-Verian pubblicata ieri sera assegna il 29,5 per cento al National e il 28,8 al Labour, uno scarto che rientra nel margine statistico.

Con l’appoggio di ACT e NZ First, il blocco di centrodestra resta davanti a quello di centrosinistra, ma nessuna delle due aree avrebbe i numeri necessari per governare autonomamente.

La posizione di Opportunity continua quindi a essere centrale.

Il nuovo partito raccoglie il 6,2 per cento, abbastanza per superare la soglia del cinque per cento necessaria per entrare in Parlamento, ma con un margine ancora ridotto.

La leader Qiulae Wong ha promesso di negoziare inizialmente con il partito che conquisterà il maggior numero di seggi.

Il primo ministro Chris Luxon ha però escluso un’alleanza tra National e Opportunity, mentre il leader laburista Chris Hipkins ha sostenuto che esistano maggiori affinità programmatiche tra il suo partito e la nuova formazione.

La sfida è tanto serrata da aver riportato in campagna due ex primi ministri.

Helen Clark, che ha guidato tre governi Laburisti, ha diffuso un video rivolto agli indecisi nel quale ha accusato il National di cattiva gestione economica.

“Se qualcosa non funziona, bisogna cambiarla, e in questo momento le cose in Nuova Zelanda non funzionano”, ha dichiarato.

Anche l’ex primo ministro del National John Key è intervenuto, invitando gli elettori a sostenere il centrodestra, soprattutto nei collegi più contesi.

ACT e NZ First stanno intanto promuovendo una strategia di voto diviso che potrebbe aumentare il numero complessivo di seggi del blocco di destra, ma anche penalizzare alcuni esponenti di primo piano del National.

Tra coloro che rischierebbero di non essere rieletti figurano il ministro delle Finanze Nicola Willis, il ministro della Difesa Paul Goldsmith, il ministro delle Infrastrutture Chris Bishop e lo Speaker Gerry Brownlee.

Nel sondaggio, ACT è al 10 per cento e NZ First all’8, entrambi in calo di due punti.

I Verdi salgono invece al 16 per cento, mentre il Maori Party si ferma allo 0,6.

Nel confronto sul primo ministro preferito, Luxon è al 23 per cento e Hipkins al 19.