SYDNEY – I prestiti immobiliari agli investitori stanno registrando il calo più marcato mai osservato durante un ciclo di rialzi dei tassi in Australia, dopo le modifiche fiscali introdotte dal governo Laburista e l’ulteriore aumento del costo del denaro deciso dalla Reserve Bank of Australia (RBA).
I dati pubblicati ieri dalla RBA mostrano che gli impegni per nuovi mutui sono scesi complessivamente del 27 per cento rispetto al picco del novembre 2025.
La flessione è stata però molto più profonda tra gli investitori, mentre i finanziamenti destinati a chi acquista un’abitazione per viverci hanno registrato una riduzione relativamente contenuta.
Il fenomeno riguarda soprattutto l’acquisto di immobili esistenti.
Nella manovra economica di maggio, il governo ha abolito il negative gearing per gli investitori che comprano abitazioni già costruite e ha ridotto lo sconto sulla tassa sulle plusvalenze (capital gains tax), mantenendo invece un trattamento più favorevole per le nuove costruzioni che aumentano l’offerta complessiva.
Secondo la RBA, il calo dei prestiti agli investitori è coerente con una riduzione dei rendimenti dopo le imposte per chi acquista immobili esistenti.
La governatrice Michele Bullock ha osservato che gli investitori tendono normalmente ad amplificare i movimenti del mercato, aumentando gli acquisti quando i prezzi salgono e ritirandosi più rapidamente nelle fasi di discesa.
Questa volta, tuttavia, la contrazione è molto più accentuata rispetto ai precedenti cicli di rialzo.
“Il fatto che gli investitori siano diminuiti molto più che in passato suggerisce che c’è qualcos’altro in gioco, e quel qualcosa sono le modifiche fiscali”, ha affermato Bullock.
Il mercato immobiliare si avvia intanto a quella che potrebbe diventare la correzione più profonda degli ultimi 40 anni.
Secondo Cotality, i valori nelle capitali sono già diminuiti dell’8,1 per cento rispetto al picco di marzo.
La Commonwealth Bank prevede una flessione del 15 per cento nelle principali città prima che i prezzi raggiungano il minimo.
Cotality ritiene che tassi elevati, costo della vita, fiducia debole e minore domanda degli investitori continueranno a frenare sia i prezzi sia le compravendite.
Il nuovo aumento dei tassi deciso ieri dovrebbe rafforzare ulteriormente questa dinamica.
La RBA ha ricordato che prestiti e crescita del credito tendono a reagire ai movimenti dei prezzi immobiliari con un ritardo fino a tre mesi.
Di conseguenza, il rallentamento del credito abitativo dovrebbe proseguire nei prossimi mesi, man mano che le recenti diminuzioni dei prezzi e del numero di transazioni si trasferiranno sui nuovi finanziamenti.