CANBERRA – Si moltiplicano le richieste al ministro del Tesoro Jim Chalmers affinché riduca la spesa pubblica nel prossimo aggiornamento di bilancio, dopo che la Reserve Bank of Australia (RBA) ha portato i tassi d’interesse ai massimi dal 2008.
Il consiglio di politica monetaria della Banca centrale ha deciso ieri, con sei voti favorevoli e tre contrari, di aumentare I tassi d’interesse di 25 punti base portandoli al 4,85 per cento.
La scelta era ampiamente prevista dagli economisti e dai mercati obbligazionari, che attribuivano una probabilità superiore all’80 per cento a un nuovo rialzo.
Da settembre, quando la RBA aveva già aumentato i tassi, le spinte sui prezzi si sono aggravate per effetto della guerra con l’Iran e del boom degli investimenti relativi all’intelligenza artificiale.
La governatrice Michele Bullock ha riconosciuto che i fattori internazionali stanno alimentando l’inflazione, ma ha aggiunto che anche i limiti di capacità dell’economia australiana sono più marcati di quanto si ritenesse in precedenza.
La Banca non prevede una recessione, ma Bullock ha ammesso che tassi più elevati faranno sentire molte famiglie più povere.
La RBA ha inoltre rivisto al rialzo le stime sulla disoccupazione, prevista al 5 per cento entro il 2028, mentre i salari reali dovrebbero arretrare dell’uno per cento nel 2026.
Diversi economisti indicano la spesa pubblica tra i fattori interni che contribuiscono alle spinte inflazionistiche, accanto a una produttività debole che limita la velocità con cui l’economia può crescere senza generare nuovi aumenti dei prezzi.
L’economista capo di KPMG Brendan Rynne ritiene probabile una pausa della RBA a dicembre, ma non esclude nuovi rialzi nel nuovo anno qualora le condizioni non migliorassero durante il periodo natalizio.
La decisione non unanime del consiglio è stata interpretata dai mercati come un segnale relativamente prudente, così come l’assenza nel comunicato della precedente indicazione secondo cui la Banca avrebbe potuto aumentare ancora I tassi d’interesse se necessario.
Bullock ha però evitato di escludere ulteriori interventi.
“È essenziale impedire che aspettative di inflazione elevata si radichino nelle decisioni sui prezzi in tutta l’economia, altrimenti il problema potrà soltanto peggiorare”, ha dichiarato.
“Un po’ di sofferenza ora eviterà conseguenze ancora peggiori più avanti.”
Secondo il sito di comparazione Canstar, i cinque rialzi dei tassi del 2026 hanno aggiunto complessivamente oltre 450 dollari al mese agli interessi pagati da un mutuatario medio con un prestito da 600mila dollari.
Anche il mercato immobiliare sta risentendo della stretta monetaria.
Stando alle ricerche di Cotality, i prezzi delle abitazioni sono già diminuiti del 6,7 per cento a livello nazionale dal primo aumento di febbraio.
La Commonwealth Bank ha aggiornato ieri le proprie previsioni, stimando un calo complessivo del 14 per cento dal picco al minimo, con flessioni del 18 per cento a Brisbane e Perth.
L’economista capo di HSBC Australia Paul Bloxham ritiene che la caduta dei prezzi e il rallentamento delle compravendite immobiliari finiranno per pesare maggiormente sui consumi e provocheranno un aumento della disoccupazione più marcato di quello previsto dalla RBA.
Bloxham valuta in una possibilità su due il rischio di recessione.
Nel suo scenario centrale, un indebolimento più rapido della crescita eviterebbe ulteriori aumenti dei tassi, ma se l’economia rallentasse meno del previsto, la Reserve Bank potrebbe essere costretta a intervenire nuovamente.