PAVIA - La Procura di Pavia ha chiesto il rinvio a giudizio di Andrea Sempio, 38 anni, per l’omicidio di Chiara Poggi, la giovane uccisa il 13 agosto 2007 nella sua abitazione di Garlasco, nel Pavese.  

Secondo gli inquirenti, Sempio avrebbe aggredito la donna dopo che lei aveva respinto un suo approccio sessuale, colpendola ripetutamente alla testa e al volto, fino a provocarne la morte. 

La richiesta segna una nuova svolta in uno dei casi giudiziari più discussi degli ultimi vent’anni. Per lo stesso delitto, infatti, Alberto Stasi, all’epoca fidanzato di Chiara, è stato condannato nel 2015 in via definitiva a 16 anni di carcere, che sta finendo di scontare in un regime attenuato. 

La nuova ricostruzione della Procura attribuisce invece l’omicidio a Sempio, uno dei migliori amici del fratello di Chiara, Marco, senza ipotizzare un coinvolgimento di Stasi nell’aggressione. 

Nel capo d’imputazione, i magistrati hanno confermato le due aggravanti già contestate alla conclusione delle indagini: la crudeltà, per il numero e la gravità delle ferite inflitte alla vittima, e i motivi abietti, individuati nell’odio che Sempio avrebbe maturato nei confronti della giovane dopo essere stato respinto. 

Secondo la Procura, l’aggressione sarebbe cominciata con una colluttazione all’interno dell’abitazione, durante la quale avrebbe colpito Chiara con un oggetto contundente, inizialmente sulla fronte e sullo zigomo destro, facendola cadere a terra. 

L’avrebbe poi trascinata verso la porta della cantina e quando la ragazza avrebbe tentato di reagire, mettendosi carponi, l’indagato l’avrebbe colpita nuovamente alla testa con almeno tre o quattro colpi, facendole perdere conoscenza. 

La violenza, secondo i magistrati, non si sarebbe fermata neppure a quel punto. 

Sempio avrebbe spinto il corpo della giovane lungo le scale della cantina e, una volta raggiunto il piano inferiore, le avrebbe inferto altri quattro o cinque colpi alla parte posteriore del cranio, nonostante fosse già incosciente. 

Le gravi lesioni cranio-encefaliche avrebbero provocato la morte di Chiara. Complessivamente, nell’imputazione vengono indicate almeno dodici ferite al cranio e al volto. 

La Procura ritiene che la dinamica descritta giustifichi l’aggravante della crudeltà, mentre il presunto movente sarebbe riconducibile al rancore per il rifiuto di un approccio sessuale. 

La richiesta di processo è stata annunciata dal procuratore capo di Pavia, Fabio Napoleone, che ha precisato come la decisione sia stata adottata dopo aver esaminato anche gli ultimi atti depositati dalla difesa. 

Nel comunicato, il magistrato non ha illustrato nel dettaglio gli elementi probatori raccolti, spiegando che la loro valutazione sarà esposta davanti ai giudici competenti. 

Sempio, attraverso i suoi legali, ha ribadito di essere innocente e di essere pronto ad affrontare anche questa nuova fase del procedimento, convinto che le accuse nei suoi confronti saranno smentite. 

La richiesta di rinvio a giudizio passerà ora al giudice per l’udienza preliminare, che dovrà fissare la data dell’udienza e decidere se disporre il processo.