MILANO - Il Tribunale di Milano potrebbe pronunciare il 3 giugno 2027 la sentenza nel processo sulle presunte irregolarità del concorso internazionale per la realizzazione della Beic, la nuova Biblioteca europea di informazione e cultura in costruzione nel capoluogo lombardo.
Tra i sei imputati figurano gli architetti e docenti universitari Stefano Boeri e Cino Zucchi, accusati, insieme agli altri professionisti coinvolti, di turbativa d’asta e false dichiarazioni relative ai conflitti d’interesse.
La data è emersa durante l’ultima udienza, nella quale sono stati ascoltati alcuni testimoni, acquisite memorie e definito il calendario delle fasi conclusive del dibattimento.
Il prossimo 4 marzo sarà dedicato ai sei imputati, che hanno già annunciato l’intenzione di rendere dichiarazioni spontanee, anziché sottoporsi all’esame delle parti.
Il 15 aprile sarà la volta della Procura, con la requisitoria dei pubblici ministeri e la formulazione delle richieste al collegio giudicante della seconda sezione penale del Tribunale di Milano.
Le arringhe degli avvocati difensori sono previste per il 13 e il 17 maggio. L’udienza successiva è stata fissata al 3 giugno, per le eventuali repliche e, con ogni probabilità, la sentenza.
Al centro del procedimento c’è il concorso internazionale che avrebbe dovuto individuare il progetto architettonico migliore per la nuova biblioteca milanese.
L’11 luglio 2022 la commissione giudicatrice proclamò vincitrice una cordata della quale facevano parte professionisti legati al mondo universitario e, in particolare, al Politecnico di Milano.
Stefano Boeri presiedeva la commissione, mentre Cino Zucchi ne era componente. Entrambi sono finiti a processo per le presunte irregolarità nella procedura di selezione.
Tra gli altri imputati figurano Raffaele Lunati e Giancarlo Floridi, ricercatori della facoltà di Architettura del Politecnico di Milano e componenti del gruppo vincitore, e Pier Paolo Tamburelli, architetto dello studio Baukuh, anch’egli coinvolto nel progetto selezionato.
Il sesto imputato è l’architetto Andrea Caputo, che aveva partecipato al concorso classificandosi al terzo posto.
L’inchiesta riguarda la regolarità della procedura di aggiudicazione e le dichiarazioni sui possibili conflitti d’interesse tra i componenti della commissione e i partecipanti.
Secondo l’impostazione accusatoria, questi rapporti e le relative dichiarazioni avrebbero compromesso la correttezza della selezione. Sarà il Tribunale a valutare se le condotte contestate integrino i reati ipotizzati dalla Procura.