KIEV - È di 29 morti il tragico bilancio dei raid aerei russi sferrati ieri a Komysuhvakha, nella regione di Zaporizhzhia. A riferirlo è Ivan Fedorov, co-presidente del Consiglio di Difesa dell’Oblast, precisando su Telegram che le forze di Mosca hanno attaccato la comunità con una bomba guidata Fab-3000, colpendo in modo mirato un gruppo di civili che si erano radunati per ricevere gli aiuti umanitari. 

Nella notte la pressione militare russa ha colpito duro anche a Kharkiv, seconda città dell’Ucraina situata ad appena 30 chilometri dal confine russo e costantemente bersagliata da missili, droni e raid aerei sin dall’inizio del conflitto su vasta scala. Una bomba aerea guidata ha centrato un’area di raccordo tra gli edifici di una struttura sanitaria nel quartiere di Nemyshlianskyi, provocando il ferimento di 62 persone e l’evacuazione di circa 200 pazienti verso altri ospedali. 

Come dichiarato dal sindaco Ihor Terekhov, l’attacco combinato (condotto con missili balistici e bombe guidate) ha infranto oltre 1.000 finestre tra il complesso ospedaliero e le abitazioni adiacenti, costringendo i servizi di emergenza a un’imponente operazione di soccorso tra le macerie. 

Parallelamente, il Ministero della Difesa russo ha confermato di aver lanciato una massiccia offensiva notturna contro le infrastrutture energetiche ucraine nelle regioni di Vinnytsia, Dnipropetrovsk e Kharkiv, oltre ad aver colpito le installazioni portuali nell’area di Odessa e imbarcazioni impiegate per scopi militari. 

Sul fronte opposto, le Forze Armate ucraine hanno intensificato le incursioni in territorio russo per interrompere le forniture di carburante e indebolire la capacità finanziaria di Mosca. Un attacco condotto con droni ha preso di mira la raffineria Slavneft-Yanos a Yaroslavl, situata a circa 250 chilometri a nord-est della capitale. Secondo quanto riportato dal canale Telegram Exilenova+ e dall’agenzia ucraina Unian, i residenti hanno udito forti esplosioni e avvistato tre distinti focolai d’incendio nell’area industriale. L’impianto, tra i più grandi della Russia con una capacità di lavorazione di 15 milioni di tonnellate di greggio all’anno, era già stato colpito lo scorso 17 settembre riportando danni all’unità di distillazione AVT-3. 

Allo stesso tempo, la Russia ha dovuto fronteggiare un imponente attacco aereo diretto verso la capitale. Il sindaco di Mosca, Sergej Sobjanin, ha reso noto che tra le 20:30 del 2 novembre e le 07:30 del 3 novembre sono stati intercettati 493 velivoli a pilotaggio remoto diretti verso la regione moscovita: la maggior parte è stata distrutta a grande distanza dalla città, mentre 187 droni sono stati neutralizzati durante la fase di avvicinamento finale. 

Sul piano diplomatico si accelerano i preparativi per un possibile canale di trattativa. L’inviato speciale del presidente Usa Donald Trump, Steve Witkoff, ha annunciato su X che gli Stati Uniti faranno da mediatori nei colloqui a livello tecnico tra Ucraina e Russia in programma il 10 e l’11 novembre ad Abu Dhabi, nell’ambito della missione promossa dalla Casa Bianca per porre fine a oltre quattro anni di guerra. 

“Le discussioni si concentreranno sugli assetti di sicurezza nel dopoguerra, sulla de-escalation, sugli interventi umanitari e sui passi successivi verso la pace”, ha spiegato Witkoff. L’inviato ha aggiunto che già questa settimana i negoziatori statunitensi incontreranno a Bruxelles i rappresentanti di Francia, Germania, Regno Unito, Unione Europea e Nato per definire le garanzie di sicurezza e l’architettura di difesa europea, oltre alle opportunità economiche per la ricostruzione. “Il nostro auspicio è quello di consolidare i progressi già compiuti a Kiev, Oslo e San Pietroburgo, puntando a un accordo di pace globale e duraturo che garantisca una sicurezza stabile per le generazioni a venire”. 

La presenza della delegazione di Mosca nella capitale emiratina per le date indicate è stata confermata ufficialmente anche dal portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, il quale ha precisato che a rappresentare la Russia sarà il consigliere presidenziale ed ex ministro della Cultura Vladimir Medinsky. 

Mentre la diplomazia lavora all’ipotesi di un cessate il fuoco, i Paesi alleati di Kiev perfezionano le misure di deterrenza sul campo. Francia e Regno Unito hanno annunciato con un comunicato congiunto la prima esercitazione su larga scala della Forza Multinazionale per l’Ucraina (MNF-U), istituita nel marzo 2025 e dichiarata operativa durante l’estate. 

Le manovre, denominate “Koalicja” (coalizione in polacco), si svolgeranno in Polonia dal 9 al 22 novembre e vedranno l’impiego di circa 2.800 militari provenienti da dieci Paesi (Belgio, Estonia, Francia, Germania, Lituania, Paesi Bassi, Polonia, Regno Unito, Spagna e Svezia). L’obiettivo della forza multinazionale è quello di testare la capacità di rapido dispiegamento sul terreno non appena verrà siglato un accordo di tregua, fornendo all’Ucraina un dispositivo di supporto capace di prevenire ulteriori aggressioni da parte russa in futuro.