MILANO - L’ex showgirl Barbara Faggioli ha deciso di sottoporsi all’esame della Corte d’Appello di Milano nel processo Ruby ter, rispondendo alle domande dei giudici, dell’accusa e della difesa.
È l’unica, finora, tra i 22 imputati ad aver manifestato questa disponibilità nel procedimento che riguarda i presunti pagamenti di Silvio Berlusconi alle giovani ospiti delle sue serate ad Arcore.
L’esame è previsto per il 26 novembre, salvo cambiamenti dell’ultimo momento. Nella stessa udienza potrebbero essere rese dichiarazioni spontanee da altre imputate, che in quel caso interverrebbero senza sottoporsi alle domande delle parti.
Per ora, l’unica ad aver annunciato questa intenzione è Alessandra Sorcinelli, una delle donne che frequentavano villa San Martino, attraverso il suo avvocato Mirko Palumbo.
La novità è emersa durante l’udienza di martedì 3 novembre, che ha segnato la conclusione dell’istruttoria del processo d’appello per corruzione in atti giudiziari.
Tra gli imputati figurano anche Karima El Mahroug, conosciuta come Ruby e protagonista della vicenda giudiziaria nata dalle serate dell’allora presidente del Consiglio, e Luca Giuliante, suo ex avvocato.
Al centro del procedimento c’è l’ipotesi che Berlusconi abbia versato complessivamente milioni di euro ad alcune delle giovani presenti alle feste organizzate nella sua residenza di Arcore, per influenzare le loro testimonianze nei processi sul caso Ruby.
Secondo l’accusa, le donne avrebbero ricevuto denaro e altri benefici per descrivere gli incontri come semplici “cene eleganti”, evitando di riferire quanto sarebbe realmente accaduto durante le serate del cosiddetto “bunga-bunga”.
La questione è diventata centrale nel nuovo giudizio perché la corruzione in atti giudiziari contestata agli imputati presuppone che le dichiarazioni rese nei precedenti processi fossero false.
L’eventuale reato di falsa testimonianza è ormai prescritto, ma la verifica della veridicità di quelle deposizioni resta necessaria per valutare l’accusa di corruzione.
Per questo la seconda sezione penale della Corte d’Appello ha riaperto l’istruttoria, accogliendo le richieste delle difese di ascoltare alcuni testimoni, tra cui un’ex segretaria di Berlusconi.
Il processo di primo grado si era concluso nel 2023 con l’assoluzione di tutti gli imputati, compreso l’ex presidente del Consiglio, morto nello stesso anno.
La Procura aveva però impugnato direttamente la sentenza davanti alla Cassazione, contestando l’interpretazione giuridica adottata dai giudici milanesi.
La Suprema Corte aveva quindi accolto le obiezioni sul ragionamento giuridico alla base delle assoluzioni, rinviando il procedimento alla Corte d’Appello per una nuova valutazione.
Nel frattempo, il processo è arrivato alla fase conclusiva e dopo l’udienza del 26 novembre, il calendario prevede per il 15 dicembre la requisitoria del sostituto procuratore generale Luca Poniz e del pubblico ministero Luca Gaglio, che formuleranno le richieste dell’accusa.
Le arringhe dei difensori sono invece fissate per il 15 e il 22 gennaio 2027.