BRISBANE – L’esecutivo del Queensland si prepara a ridisegnare numerosi settori della legislazione sulle relazioni industriali dopo aver accolto 104 raccomandazioni emerse da una revisione indipendente del sistema e delle norme sugli indennizzi dei lavoratori.

Il vicepremier Jarrod Bleijie ha presentato un ampio pacchetto di modifiche che, a suo giudizio, riprende in larga misura la legislazione federale Fair Work introdotta dal governo di Julia Gillard nel 2009.

Lo studio legale Maurice Blackburn contesta però questa lettura e, nella propria nota alla commissione parlamentare che esamina il provvedimento, sostiene che il testo selezioni soprattutto le disposizioni più restrittive della normativa federale, tralasciando quelle di tutela e andando in alcuni punti oltre il quadro nazionale.

Nel documento, lo studio definisce il disegno di legge “il più grave attacco ai diritti e alle tutele dei lavoratori dai tempi dell’era Newman” e ne chiede il ritiro.

In alternativa, secondo Maurice Blackburn, sarebbe necessaria una profonda revisione delle misure proposte.

Tra i cambiamenti previsti figura un nuovo esame di idoneità e affidabilità per i funzionari sindacali, la possibilità per i lavoratori di essere rappresentati da gruppi sindacali non riconosciuti e l’introduzione di votazioni su determinate proposte dopo l’assenso di un solo sindacato.

Bleijie ha difeso il pacchetto, definendolo ragionevole ed equilibrato e sostenendo che continui a garantire adeguate protezioni ai lavoratori.

Il testo attribuirebbe inoltre al ministro il potere di interrompere un’azione industriale protetta in alcune circostanze.

Il Queensland Council of Unions ha contestato questa disposizione fin dalla prima presentazione delle riforme, affermando che potrebbe limitare l’esercizio dei diritti dei lavoratori e conferire al ministro in carica poteri eccessivi.

Bleijie ha replicato che l’intervento sugli scioperi sarebbe riservato a “circostanze molto limitate”, quando fossero in pericolo la sicurezza o l’economia oppure quando l’azione risultasse fortemente destabilizzante.

Un altro punto riguarda gli indennizzi per lesioni psicologiche.

La proposta renderebbe più severo il criterio per ottenere il riconoscimento, richiedendo che il lavoro sia la causa primaria della condizione anziché un fattore rilevante.

La Business Chamber Queensland ha accolto favorevolmente il cambiamento, pur chiedendo che non vengano creati ostacoli inutili per chi abbia subito effettivamente un danno.

La Queensland Law Society ha invece segnalato che l’assenza nel testo di una definizione precisa di “causa primaria” rischia di complicare la valutazione delle richieste e di moltiplicare le controversie tra lavoratori e assicuratori.

Le audizioni pubbliche si terranno a Brisbane la prossima settimana, mentre la commissione dovrà presentare il proprio rapporto entro il 27 novembre.