Negli ultimi anni, la figura del content creator ha assunto un ruolo sempre più rilevante nel panorama della comunicazione contemporanea, trasformandosi da semplice produttore di contenuti per le piattaforme digitali a narratore di esperienze, osservatore della società. Oggi, un content creator è una persona capace di costruire comunità virtuali, raccontare realtà spesso lontane dalla propria e offrire prospettive personali su temi percepiti come intimi, come quello del viaggio, dell’identità, della migrazione.
La protagonista di questa nuova puntata della rubrica Nuovi australiani d’Italia è Donna Mamouni, una content creator australiana che ha trasformato la propria esperienza di trasferimento nel Bel Paese in un progetto di condivisione culturale.
Originaria di Port Pirie, una piccola cittadina del South Australia, l’imprenditrice digitale vive oggi a Modena insieme al marito e al figlio, dopo aver compiuto una scelta che fino a pochi anni fa non avrebbe mai immaginato: lasciare il proprio Paese per iniziare una nuova vita in Italia, una terra che ha conosciuto attraverso le storie e le tradizioni della comunità italiana incontrata durante l’infanzia e, più recentemente, attraverso i racconti digitali che ne hanno alimentato la curiosità.
Il suo progetto, nato nel 2024 con il canale YouTube amazigh_dounia (presente anche su TikTok e Instagram), non nasce con l’obiettivo di mostrare soltanto luoghi o aspetti estetici dell’Italia, ma dalla volontà di esplorare il significato più profondo della cultura attraverso le persone, le tradizioni e le storie che compongono una comunità. “La nostra diversità è una cosa bellissima nella vita, qualcosa da cui possiamo imparare molto gli uni dagli altri. Vedo così tanta divisione e così tanto odio e mi piacerebbe, nel mio piccolo, poter fare qualcosa per cambiare questa situazione”, afferma.
Cresciuta in una città di circa 14mila abitanti dove la presenza delle comunità migranti ha contribuito per generazioni alla definizione dell’identità locale, Donna ha vissuto fin dall’infanzia il valore della contaminazione culturale: da una parte l’eredità greco-cipriota della propria famiglia, dall’altra il rapporto quotidiano con le numerose comunità arrivate in Australia nel corso del Novecento, tra cui quella italiana, particolarmente radicata nella sua città natale.
“Molti degli italiani con cui sono cresciuta avevano origini da Molfetta, in Puglia, per cui sono stata a lungo esposta alla loro cultura”, racconta. Tra i suoi ricordi più vividi cita la Benedizione della Flotta e la processione della Madonna dei Martiri, una celebrazione legata alla comunità molfettese e arrivata in Australia insieme ai suoi migranti. “Da bambina ero sempre affascinata da queste comunità e dal modo in cui erano così unite. Anzi, è stato proprio il senso di comunità ad attirarmi e spingermi a cercare una connessione con la realtà italiana”.
Dopo aver lasciato Port Pirie a 19 anni, Donna ha vissuto ad Adelaide, dove ha compiuto degli studi per diventare parrucchiera, prima di trasferirsi a Melbourne, città che avrebbe rappresentato un passaggio fondamentale nella sua crescita personale. Qui, racconta di aver iniziato a incontrare persone provenienti da ogni parte del mondo, avvicinandosi a nuove cucine, tradizioni e modi di vivere, e sarebbe stata proprio questa esperienza ad aver contribuito a sviluppare quella curiosità verso le culture globali che oggi è diventata il centro del suo lavoro come content creator.
“L’Australia è fantastica per il suo multiculturalismo e ha contribuito a formare la persona che sono oggi”, afferma.
Il trasferimento in Italia, tuttavia, non era mai stato previsto nei suoi progetti di vita. Nonostante il legame sviluppato negli anni con la cultura italiana, Donna non aveva mai visitato il Paese prima della scelta di trasferirsi.
La svolta è arrivata nel 2023, dopo un periodo di importanti cambiamenti personali e professionali, quando ha incontrato il suo futuro marito, nato a Modena e residente in Australia, con il quale condivideva la stessa curiosità verso il mondo. Da quell’incontro è nata una decisione radicale: trasferirsi in Italia, imparare una nuova lingua e permettere al figlio di crescere a contatto con entrambe le sue identità. “Mai nei miei sogni più selvaggi avrei pensato di avere un figlio italo-australiano e di trasferirmi a Modena, in un Paese che non avevo mai nemmeno visitato”, racconta.
Oggi Donna vive la quotidianità italiana con lo sguardo curioso di chi sta ancora imparando a conoscere un nuovo Paese, ma anche con la consapevolezza di aver trovato uno spazio in cui costruire il proprio futuro. Studia italiano per raggiungere il livello necessario al percorso verso la cittadinanza, cresce suo figlio e continua a documentare la propria esperienza online, offrendo alla propria comunità digitale una prospettiva personale sulla vita in Italia. “È importante condividere la mia prospettiva australiana sulla vita in Italia, perché a volte restando nello stesso posto per tutta la vita non trovi quella spinta necessaria per metterti alla prova e uscire dalla tua zona di comfort”.
Il suo racconto mette in luce anche il lato meno idealizzato del trasferimento all’estero: la difficoltà della burocrazia, il confronto con una lingua nuova e la necessità di adattarsi a ritmi differenti. “La burocrazia è stata la sfida più grande, ma sto imparando a essere più calma e paziente quando le cose richiedono tempo”, spiega. Allo stesso tempo, però, Donna racconta l’Italia come un luogo capace di insegnarle un nuovo rapporto con il tempo e con la vita quotidiana. “L’Italia mi ha insegnato che c’è molto più del semplice lavorare, lavorare e lavorare. Le persone sono più presenti, più rilassate, mi ha insegnato a rallentare e vivere il momento”.
Il futuro, per lei, rimane aperto: continuerà a esplorare l’Italia, migliorare la lingua, creare contenuti e utilizzare la propria posizione per mettere in relazione culture diverse. Sul possibile ritorno in Australia non chiude la porta, ma oggi sente che l’Italia rappresenta il luogo più vicino alla vita che desidera costruire per sé e per la propria famiglia. “Sarà pure una coincidenza, ma mia madre mi ha chiamata ‘Donna’, un nome dal sapore tricolore e che in italiano significa ‘signora’. Ora vivo in Italia con mio marito nato qui, ho un figlio italiano e presto sarò cittadina italiana”.