BUENOS AIRES – Il Potere esecutivo ha incaricato la segreteria dell’Energia di indire una gara pubblica internazionale per l’assegnazione di un permesso di esplorazione per la ricerca di idrocarburi in un’area di circa 5.000 chilometri quadrati, situata a circa 350 chilometri da Mar del Plata, sotto giurisdizione nazionale.

La misura è stata formalizzata attraverso il Decreto 590/2026, pubblicato mercoledì nella Gazzetta Ufficiale e firmato dal presidente Javier Milei, dal ministro dell’Economia Luis Caputo e dal capo di Gabinetto Diego Santilli.

L’area interessata, denominata “CAN_200” (sigla che rimanda alla Cuenca Argentina Norte), è entrata nel mirino del governo a seguito di una manifestazione d’interesse presentata il 14 febbraio 2025 dalla società britannica Challenger Energy Group PLC, quotata alla Borsa di Londra.

Tuttavia, il decreto precisa che l’azienda non ha alcuna garanzia di ottenere la concessione: l’area sarà infatti assegnata per un evenvuale sfruttamento tramite una gara internazionale per, come recita il testo, “garantire condizioni di concorrenza e trasparenza”.

Non è la prima volta che lo Stato argentino ricorre a questo tipo di procedura. Nel 2018 era stato lanciato il Primo concorso pubblico internazionale offshore, che aveva portato all’assegnazione di altri blocchi della stessa Cuenca Argentina Norte – tra cui CAN 100, CAN 107, CAN 108, CAN 109 e CAN 114 – alla compagnia petrolifera norvegese Equinor.

Quelle concessioni diedero origine a una battaglia giudiziaria arrivata fino alla Corte Suprema di Giustizia, che nel novembre 2023 respinse i ricorsi presentati da organizzazioni ambientaliste, autorizzando la prosecuzione delle esplorazioni sismiche al largo di Mar del Plata.

Interpellata da La Nación, la segreteria dell’Energia ha precisato che, almeno per il momento, non è previsto un investimento significativo nel nuovo blocco, bensì una rielaborazione delle informazioni geologiche già disponibili. Sulla base dei risultati ottenuti sui due lati del confine marittimo con l’Uruguay, il governo deciderà soltanto tra quattro e dieci anni se procedere o meno con le perforazioni.

Il decreto stabilisce inoltre che il futuro concessionario dovrà versare le royalties previste dalla Legge sugli Idrocarburi per l’estrazione e autorizza l’inserimento di clausole di arbitrato internazionale nei tribunali disciplinati dalla Convenzione di New York del 1958, che obbliga oltre 170 Paesi a riconoscere ed eseguire questo tipo di sentenze.

Lo Stato argentino ha comunque riservato la propria immunità dall’esecuzione forzata su beni quali le riserve della Banca Centrale, il patrimonio pubblico, le attrezzature militari e i beni di valore culturale.

Challenger Energy Group opera già in blocchi esplorativi sulla piattaforma marittima uruguaiana e possiede attività alle Bahamas e in Colombia. Nell’ottobre 2025 è stata acquisita integralmente da Sintana Energy Inc., anch’essa con sede a Londra, che gestisce licenze in Namibia e Uruguay.

L’aspetto ambientale non è secondario: la Cuenca Argentina Norte, dove si trova il nuovo blocco, coincide in larga parte con aree di alimentazione e transito della balena franca australe e con corridoi migratori del calamaro, secondo studi di organizzazioni come Greenpeace e l’Istituto per la conservazione delle balene.

Una parte di questa regione era stata individuata dallo stesso ministero dell’Ambiente come candidata a diventare Area Marina Protetta per il suo elevato valore ecologico.

Nella stessa area, dal 2023 il Conicet conduce spedizioni scientifiche nel canyon sottomarino di Mar del Plata, un ecosistema di acque profonde caratterizzato da un’elevata biodiversità e rimasto poco esplorato fino a pochi anni fa. Le missioni sono realizzate in collaborazione con lo Schmidt Ocean Institute degli Stati Uniti e utilizzano un veicolo telecomandato in grado di filmare il fondale marino a quasi 4.000 metri di profondità.