MELBOURNE - Il nuovo rimpasto di governo nello Stato del Victoria segna un cambio di passo significativo nella composizione dell’esecutivo, con l’ingresso di ministri che portano finalmente esperienze concrete maturate al di fuori della politica. Un elemento che, secondo diversi osservatori, potrebbe contribuire a colmare il divario tra istituzioni e vita quotidiana dei cittadini.

Tre quarti dei nuovi membri del Gabinetto vantano infatti percorsi professionali eterogenei: si va dall’insegnamento al lavoro nei Vigili del fuoco, dall’agricoltura all’ingegneria civile. Un contrasto netto rispetto al passato recente, quando quasi la metà dei ministri aveva trascorso gran parte della propria carriera all’interno di ambienti governativi, sindacali o strettamente legati al partito laburista.

Tra i nuovi volti spicca Paul Edbrooke, oggi responsabile di deleghe chiave come il costo della vita e i diritti degli affittuari e soprattutto ministro per Uomini e ragazzi, un nuovo ruolo che si occuperà dell’impatto di blog, forum e gruppi social che diffondono una visione antifemminista e spesso di estrema destra.

Edbrooke che prima di entrare in Parlamento ha lavorato come insegnante, ha detto che la cosiddetta ‘manosphere’, un fenomeno esplorato da Louis Thereoux in un documentario, è una rete di comunità maschili online contro l’emancipazione delle donne e che promuovono convinzioni antifemministe, misogine e sessiste. Molte di queste comunità incoraggiano il risentimento, o addirittura l’odio, nei confronti di donne e ragazze.

“Come ex educatore, constato l’enorme cambiamento su come i giovani diventano uomini e questo nuovo portafoglio sarà focalizzato su come trasformare i ragazzi in uomini sani, e c’è molto da fare”.

La premier Jacinta Allan, con oltre 26 anni di carriera istituzionale alle spalle, ha sottolineato l’importanza del nuovo dicastero: “Non possiamo negare il cambiamento della società e le maggiori pressioni su uomini e ragazzi che non esistevano cinque e dieci anni fa”.
La nuova ministra dell’Agricoltura e lo sviluppo regionale, Michaela Settle, prima di entrare in politica ha gestito per anni un’azienda agricola familiare prima di riqualificarsi e lavorare nel settore sanitario.

Non meno rilevante il profilo di Paul Hamer, ingegnere civile con esperienza nella pianificazione infrastrutturale, ora chiamato a gestire portafogli complessi come Giustizia minorile e governi locali.

Più controversa invece la nomina di Luba Grigorovitch a ministra delle Politiche giovanili, dei caregiver e dei volontari, la cui carriera si è sviluppata quasi esclusivamente in ambito sindacale e politico, suscitando critiche anche per alcune relazioni passate. Il mondo produttivo guarda comunque con favore al rinnovamento, e la presenza di ministri con esperienze lavorative diversificate rappresenta un valore aggiunto: una maggiore comprensione delle esigenze reali di imprese e cittadini potrebbe tradursi in politiche più efficaci e aderenti alla realtà.

In un contesto segnato da sfide economiche e sociali sempre più complesse, il ritorno a competenze “dal campo” potrebbe rivelarsi una carta decisiva per riconquistare la fiducia dell’elettorato.