ANKARA - Un nuovo capitolo dello scontro a distanza tra il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu: nel corso di un intervento in Parlamento, il leader turco è tornato a paragonare il premier israeliano ad Adolf Hitler, definendo Israele “una minaccia per l’umanità” che per questo “va fermato”. 

Erdogan ha ricordato che “ottantacinque anni fa, il silenzio e la mancata azione di fronte a Hitler portarono alla morte di 80 milioni di persone in tutto il mondo. Tutta l’umanità pagò il prezzo della follia di un tiranno squilibrato. Oggi, lo stesso errore si sta ripetendo”.

Il leader turco ha continuato denunciando “le azioni genocidarie del macellaio di Gaza, Netanyahu e del suo governo” che “vengono osservate con lo stesso silenzio e la stessa mancanza di reazione che un tempo accolsero Hitler”, sottolineando che “nessuno dovrebbe dimenticare che quando un incendio divampa, non brucia solo la regione in cui ha inizio”, ma avvertendo che “le sue scintille si propagano in tutto il mondo”. 

Il presidente turco ha poi espresso forte preoccupazione per le ripercussioni globali della crisi, istituendo un parallelo con i blocchi marittimi in corso: “Così come oggi il mondo intero sta pagando il prezzo della situazione irrisolta nello Stretto di Hormuz, se non si pone fine all’illegalità di Israele, tutta l’umanità, insieme alla regione, ne subirà le conseguenze”. 

La risposta di Netanyahu è stata affidata a un post sulla piattaforma X, respingendo fermamente gli attacchi e contraccandando con dure accuse sulla politica interna ed estera di Ankara: “Il dittatore antisemita Erdogan, che sta commettendo un genocidio contro i curdi, sostiene l’organizzazione terroristica Hamas, opprime il suo stesso popolo e imprigiona gli oppositori politici, è l’ultima persona che può dare lezioni di moralità allo Stato di Israele”. 

Il premier israeliano ha concluso difendendo l’operato del proprio Paese: “Lo Stato di Israele e le Forze di Difesa Israeliane, l’esercito più morale del mondo, continueranno ad agire con fermezza contro l’Iran e i suoi alleati, che minacciano il Medio Oriente e il mondo intero”. 

L’affondo di oggi è solo l’ultimo di una lunga serie di attacchi sferrati negli anni da Erdogan contro Netanyahu, alimentati dalle politiche del governo israeliano contro i palestinesi a Gaza e in Cisgiordania e contro il Libano. Già a giugno di due anni fa, il presidente turco si era rivolto al premier israeliano dall’aula parlamentare definendolo un “malato di mente” che, con le sue azioni militari in Libano, avrebbe “aggravato il disastro”.  

Sempre in Parlamento, a giugno di un anno fa, Erdogan lo aveva poi descritto come “di gran lunga peggio di Hitler”, difendendo contestualmente il “diritto legittimo dell’Iran di difendersi dal terrorismo di Israele”. Più di recente, lo scorso marzo, durante un discorso pronunciato nel primo giorno dell’Eid-al-Fitr, il leader turco aveva infine ribadito che “il terrore di Netanyahu continua a minacciare la pace regionale e globale”.