SYDNEY - One Nation continua ad allargare il proprio spazio nella destra australiana, attirando due membri dal Partito liberale.

L’ex senatrice Hollie Hughes e l’ex vicepresidente Liberale Teena McQueen sono passate con il partito di Pauline Hanson, in un momento già difficile per la Coalizione dopo la storica sconfitta nella suppletiva di Farrer.

Hanson ha annunciato le nuove adesioni durante un evento nel pub di Hughes, a Rydal, nella provincia del New South Wales, poco più di una settimana dopo il primo successo di One Nation alla Camera dei Rappresentanti. La vittoria a Farrer, seggio detenuto dalla Coalizione fin dalla sua creazione nel 1949, ha dato al partito un nuovo slancio e ha aperto interrogativi sulla tenuta dell’elettorato conservatore tradizionale.

Il leader dell’opposizione Angus Taylor ha cercato di ridimensionare la notizia, limitandosi a dire che la scelta appartiene alle due ex esponenti liberali. Poi ha spostato l’attenzione sulle politiche fiscali del Partito laburista. Molto più duro è stato Tim Wilson, che ha liquidato le defezioni con una battuta tagliente: “Se qualcuno vuole seguire altri nel campo arancione della disperazione, è una scelta sua”.

Wilson ha aggiunto che chi lascia i Liberali non rappresenta chi guarda al futuro con ottimismo, fiducia e spirito costruttivo. Il riferimento al colore arancione richiama la comunicazione visiva di One Nation e segnala il nervosismo di una parte della Coalizione davanti alla crescita del partito di Hanson.

Hughes aveva lasciato il Partito liberale in diretta televisiva dopo essere stata relegata a una posizione non eleggibile nella lista per il Senato. Ora gestisce un pub vicino a Lithgow, nelle Blue Mountains, e ha detto di godersi la nuova vita nel settore dell’ospitalità. Non ha però escluso un ritorno in Parlamento sotto il simbolo di One Nation. “Non escludo nulla e non confermo nulla”, ha dichiarato.

L’ex senatrice ha anche suggerito che altri militanti e membri di base del Partito liberale potrebbero passare con Hanson nei prossimi mesi. Per One Nation, il momento è favorevole. Dopo l’ingresso dell’ex leader dei Nazionali Barnaby Joyce a dicembre e la vittoria a Farrer, il partito si presenta come rifugio per una destra delusa, più ostile ai grandi partiti e più attratta da messaggi populisti.

Joyce ha già indicato gli elettorati nell’area occidentale di Sydney come possibile terreno di espansione alle elezioni del 2028. La Coalizione, intanto, prova a trattare ogni defezione come scelta individuale. Ma il problema politico è più ampio: One Nation non è più solo protesta. Si sta rivelando concorrenza organizzata.