MILANO - “I ragazzi sono di nuovo campioni”. Recita così lo striscione che la Curva Nord ha srotolato allo stadio Meazza, consegnando ufficialmente alla storia il 21° scudetto dell’Inter, il terzo negli ultimi sei anni per i nerazzurri.

L’1-1 contro l’Hellas Verona ha fatto partire la festa dei tifosi interisti. Al fischio finale, il rito: i giocatori chiamati uno a uno sul palco montato al centro del campo, l’ultima chiamata riservata al capitano Lautaro Martinez, che ha sollevato al cielo il trofeo davanti a una San Siro in delirio.

Una giornata che entra negli annali anche per Cristian Chivu: il tecnico romeno è il primo nella storia dell’Inter a vincere il “doblete”, Scudetto e Coppa Italia, sia da giocatore che da allenatore, sedici anni dopo il triplete del 2010 da difensore. “No Chivu no party”, riporta uno striscione dei tifosi.

Fuori dallo stadio, una marea nerazzurra ha accolto il pullman scoperto della squadra, che si è subito messo in moto verso il centro. Sul davanti del bus Federico Dimarco e Lautaro Martinez guidano il corteo, mentre sul retro Denzel Dumfries saluta e aizza il popolo nerazzurro nei panni di capopopolo.

Bandiere turche, armene, croate sventolano in omaggio delle nazionalità dei campioni d’Italia, tra fumogeni accesi e cori a ripetizione. In mezzo alla bolgia spuntano anche “sfottò” verso le rivali dirette per il tricolore: “Bastonati” e “Monostellato complessato” i messaggi recapitati a Napoli e Milan, principali avversarie nella corsa scudetto.

Il bus, partito dopo le 19 (in ritardo di almeno un’ora rispetto alla tabella di marcia), ha poi raggiunto Piazza del Duomo intorno alla mezzanotte. Qui poi i giocatori sono saliti sulla Terrazza 21 per un party no limits. In piazza migliaia e migliaia di tifosi: molti seguono il passaggio del pullman dai tetti dei palazzi, dalle biglietterie e dagli alberi lungo il percorso. A Piazza Duomo è festa!