Il naso chiuso è uno dei disturbi più fastidiosi durante raffreddore, influenza o allergie. Tuttavia, anche quando siamo sani, può capitare di percepire il passaggio dell’aria soprattutto da una narice. È un fenomeno normale, chiamato ciclo nasale. Durante la giornata, infatti, il corpo alterna automaticamente il flusso d’aria tra le due narici, generalmente ogni due o tre ore. Una narice è più congestionata, mentre l’altra è più libera; successivamente i ruoli si invertono. Durante il sonno il fenomeno tende a rallentare. Questo meccanismo protegge le mucose nasali, che filtrano, riscaldano e umidificano l’aria, trattenendo polveri, allergeni e agenti patogeni.

L’alternanza permette inoltre ai tessuti di recuperare e riduce il rischio di irritazioni. Il ciclo nasale è involontario ed è regolato dall’ipotalamo. Il normale funzionamento può essere alterato da raffreddore, influenza, allergie, alcuni farmaci o dall’uso prolungato di spray decongestionanti, che può provocare rinite medicamentosa. Anche problemi anatomici, come polipi nasali o deviazione del setto, possono ostacolare la respirazione.

La posizione durante il sonno può influire temporaneamente sulla congestione: sdraiandosi, infatti, il sangue può accumularsi nei tessuti nasali e rendere più ostruita la narice vicina al cuscino. Nella maggior parte dei casi la congestione dovuta a raffreddore o influenza scompare entro due settimane. La sinusite può durare circa quattro settimane, mentre le allergie stagionali possono alterare il ciclo nasale più a lungo. Se una narice rimane costantemente ostruita per oltre due settimane, soprattutto in presenza di muco persistente o secrezioni anomale, è consigliabile consultare un medico per individuare la causa.