CANBERRA – L’economia australiana dovrebbe avere registrato una crescita molto contenuta nel secondo trimestre dell’anno, con gli economisti che si attendono un PIL appena positivo nei dati dei conti nazionali in pubblicazione oggi.

La Commonwealth Bank ha rivisto al ribasso la propria previsione per il secondo trimestre, portandola allo 0,1 per cento, soprattutto a causa di una domanda pubblica più debole del previsto.

Belinda Allen, responsabile dell’economia australiana della banca, ha indicato tra i principali fattori del rallentamento anche una riduzione degli investimenti nei data centre e un calo delle importazioni legate ai viaggi, con un maggior numero di australiani rimasti nel Paese anziché recarsi all’estero.

Secondo Allen, tuttavia, il rallentamento dell’attività non si è ancora tradotto in un raffreddamento sufficiente dell’inflazione.

Una successione di shock dal lato dell’offerta, una maggiore spesa interna e una produttività più debole continuano, a suo giudizio, a mantenere elevata la crescita dei prezzi, lasciando ancora lavoro da fare alla Reserve Bank of Australia (RBA).

NAB mantiene invece una previsione leggermente più favorevole, con una crescita dello 0,2 per cento nel trimestre e dell’1,8 per cento su base annua.

L’economista Jessie Cameron ha spiegato che la domanda finale interna dovrebbe essere sostenuta dalla tenuta dei consumi, dalla crescita dell’edilizia residenziale e dal continuo contributo della spesa pubblica.

L’attenzione sarà però concentrata soprattutto sulla dinamica dei consumi, per verificare se il recente rafforzamento della spesa delle famiglie stia tornando a rallentare quel tanto da rendere più rassicurante il quadro dell’inflazione.

Anche il commercio estero dovrebbe avere fornito un contributo limitato.

Ben Udy, economista capo di Oxford Economics Australia, ha osservato che le esportazioni nette sono cresciute appena nel secondo trimestre, preparando il terreno per un risultato complessivo debole.

A pesare sono stati anche l’aumento dei costi del carburante e la disponibilità limitata di voli.

Il disavanzo delle partite correnti si è ampliato leggermente nel trimestre, ha spiegato Udy, dopo che il conflitto in Medio Oriente ha spinto verso l’alto il prezzo del petrolio e il costo delle importazioni australiane.

Prezzi ancora solidi delle materie prime hanno favorito alcuni esportatori, con carbone e litio tra i settori migliori, ma il saldo complessivo degli scambi di beni è comunque peggiorato.

Anche le ragioni di scambio sono diminuite dell’1,6 per cento, aggiungendo un ulteriore elemento di debolezza a un trimestre che dovrebbe confermare un’economia ancora lontana da una crescita sostenuta.