BUENOS AIRES – Torna a Buenos Aires Pinta BAphoto, unica fiera di fotografia dell’America Latina. Dal 22 al 25 ottobre, La Rural ospita la 22esima edizione della manifestazione, che riunisce 8 gallerie, oltre ad artisti, curatori, collezionisti e istituzioni locali e internazionali.
Questa edizione è doppiamente importante a livello simbolico, perché coincide con i 200 anni dalla nascita della fotografia. Era infatti il 1826 quando Joseph Nicéphore Niépce ottenne la prima immagine permanente della storia, da cui deriverà la fotografia nel 1839.
La fiera proporrà un percorso attraverso 200 anni di fotografia contemporanea: geografie e linguaggi che creano ponti tra la tradizione visiva della regione e gli sviluppi più recenti del settore.
Amplierà inoltre la varietà dei progetti presentati, con spazi dedicati sia alle personalità emergenti sia alle carriere già affermate, e approfondirà il dialogo con le nuove generazioni, ripensando il significato di un evento dedicato all’immagine nel XXI secolo.
Sotto la direzione artistica e la curatela generale di Irene Gelfman, Pinta BAphoto 2026 presenterà proposte fotografiche inedite e consoliderà il proprio ruolo come uno dei principali punti di riferimento della fotografia in America Latina.
“Quest’anno, la fiera cerca di ampliare lo sguardo sulle molteplici forme che assume oggi la fotografia contemporanea, rivelando la sua capacità di essere una testimonianza viva del passato, del presente e del futuro”, dice Irene Gelfman, direttrice artistica e curatrice generale di Pinta.
La data scelta per questa edizione vuole creare una sinergia con ArteBA, la fiera dell’arte contemporanea, che si svolge nella stessa sede dal 30 ottobre al 1 novembre.
“Ho pensato che le due fiere si sarebbero potenziate a vicenda – afferma Diego Costa Peuser, direttore generale di Pinta –. Volevo riunire, nella capitale di un Paese meravigliosamente colto, tante persone che lavorano nel settore culturale”.
Questa coincidenza amplierà l’offerta e creerà un momento di particolare richiamo e opportunità per artisti, gallerie, collezionisti e pubblici diversi. Due settimane che confermeranno Buenos Aires come punto d’incontro e uno dei principali poli culturali dell’America Latina, proiettando la produzione artistica locale e regionale verso nuovi pubblici in una vetrina nazionale e internazionale.
Buenos Aires si consolida come uno dei principali poli culturali della regione, attirando collezionisti, professionisti del settore e pubblico da tutto il mondo.
“Pinta BAphoto non è mai stata soltanto una fiera: fa parte di un ecosistema Pinta che collega gallerie, artisti, collezionisti e istituzioni in un circuito vivo, in costante movimento”, spiega Diego Costa Peuser.

I visitatori della passato edizione.
Pinta BAPhoto è divisa in sezioni. La principale, curata direttamente da Irene Gelfman, riunisce una selezione di gallerie nazionali e internazionali che rappresentano artisti moderni e contemporanei che in qualche modo usano il linguaggio fotografico, ma in contesti culturali ed estetiche differenti.
“Next”, curata da Facundo Belén e Virginia Martín (artisti e operatori culturali di La Plata), è dedicata agli emergenti e punta alla scoperta di nuove voci e nuovi modi di guardare il mondo.
“Radar” – curata da Mercedes Claus, curatrice, ricercatrice, docente e organizzatrice di mostre – è una piattaforma di ricerca e sperimentazione che riunisce i progetti che dialogano con altri linguaggi.
“Atlas” – curata da Martín Bollati, artista, editore e fondatore di Sed Editorial – riunisce dieci progetti di case editrici e iniziative editoriali emergenti, come fotolibri, edizioni d’artista, pubblicazioni ibride.
“È previsto un incontro o una presentazione a ogni ora – dice Irene –. Teorici, artisti, critici, curatori si confronteranno dalla prospettiva dell’arte latinoamericana”.
Non mancherà infine uno spazio per famiglie, con attività e laboratori creativi, domenica 25 ottobre, dalle 14 alle 20.

Il flyer dello spazio ragazzi.
Duecento anni dopo la prima immagine fissata da Niépce, la fotografia continua a reinventarsi, a sperimentare nuovi linguaggi e a interrogarsi sul proprio ruolo. In un’epoca in cui produciamo e consumiamo immagini a una velocità mai vista prima, Pinta BAphoto invita a fare esattamente il contrario: fermarsi, osservare e cercare di capire cosa c’è dietro uno scatto. Perché fotografare non significa soltanto documentare la realtà, ma anche costruire la narrazione con cui raccontarla.
Per informazioni, visitare il sito della manifestazione.