MELBOURNE – I tiratori sportivi del Victoria chiedono al governo statale di restare fuori dal programma nazionale di riacquisto delle armi promosso dal primo ministro Anthony Albanese, mentre l’avvicinarsi delle elezioni del 28 novembre riapre il confronto sulle regole per i possessori regolari.
Ieri, Albanese e il premier del New South Wales Chris Minns hanno illustrato i dettagli del piano che entrerà in vigore a novembre. Per ora il NSW è l’unico Stato ad avere aderito al programma federale annunciato dopo l’attentato terroristico di Bondi.
Queensland, Tasmania e Northern Territory, guidati da governi conservatori, non intendono partecipare. Il premier del South Australia Peter Malinauskas aveva escluso ulteriori restrizioni prima delle elezioni di marzo, mentre il Western Australia ha già realizzato un proprio programma e non ne prevede un altro.
Nel Victoria, Jacinta Allan aveva respinto l’iniziativa federale prima di dimettersi il mese scorso. Il suo successore Ben Carroll deve ora definire la linea del Partito laburista in vista del voto statale.
Jack Wegman, amministratore delegato di Sporting Shooters Victoria, ha invitato il nuovo premier a non introdurre limiti sul numero di armi detenibili, misura già adottata nel NSW.
“Gli direi di tenere presente un valore australiano profondamente radicato: dare a tutti una possibilità equa”, ha dichiarato. Secondo Wegman, eventuali tetti penalizzerebbero la grande maggioranza dei proprietari che rispettano la legge.
L’associazione sostiene inoltre che le collezioni più grandi tendano ad avere sistemi di custodia più rigorosi, anche se nel Victoria non esiste un obbligo legislativo progressivo legato al numero di armi possedute.
Sporting Shooters fa parte di un fronte più ampio contrario alle riforme introdotte dopo Bondi, nel quale figurano anche Coalizione e One Nation.
Dall’altra parte, organizzazioni contro la violenza armata, tra cui la Alannah & Madeline Foundation, hanno accolto favorevolmente il programma del NSW e chiedono agli altri Stati di rafforzare le normative.
Wegman ha criticato Albanese, accusandolo di avere politicizzato la risposta a una tragedia, mentre ha elogiato Allan per non avere seguito quella che ha definito la reazione impulsiva del NSW.
Il Victoria aveva già modificato quest’anno la propria normativa sulle armi, introducendo tra l’altro un requisito di cittadinanza per le licenze. Il provvedimento era stato successivamente corretto per includere un’esenzione per i cittadini neozelandesi.