MOSCA - L’atmosfera attorno ai negoziati sulla guerra in Ucraina è entrata in una fase di forte turbolenza, con Vladimir Putin che ha lanciato un avvertimento diretto ai governi europei: se l’Europa decidesse di aprire un conflitto con la Russia, Mosca sarebbe “pronta immediatamente”.
Parole dure che arrivano nel giorno dell’arrivo nella capitale degli emissari di Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, incaricati di sondare nuovi margini per un accordo dopo quasi quattro anni di guerra.
Il presidente russo ha accusato l’Europa di voler “bloccare l’intero processo di pace”, definendo “inaccettabili” le modifiche proposte dai governi europei alla prima bozza del piano americano.
Quel documento di 28 punti, trapelato la scorsa settimana, aveva già allarmato Kiev e diverse capitali europee per la sua apparente concessione a molte delle richieste russe, tra cui un riconoscimento di fatto dei territori occupati.
La bozza è stata successivamente rivista e ridotta, secondo Washington e Kiev, ma i nodi centrali restano gli stessi: territori, garanzie di sicurezza e ruolo dell’Ucraina in eventuali alleanze future.
Putin insiste che Kiev debba rinunciare a ogni prospettiva di ingresso nella NATO, mentre Volodymyr Zelensky ribadisce che non può accettare cessioni territoriali. In Irlanda, il presidente ucraino ha dichiarato che “non ci sono soluzioni facili” e che la trasparenza degli incontri sarà essenziale per evitare manovre alle spalle del suo governo.
Parallelamente, Mosca rivendica nuovi progressi sul campo. Putin ha annunciato la conquista completa di Pokrovsk, nella regione di Donetsk, un centro strategico da anni nel mirino dell’esercito russo. Kiev ha smentito, ma l’avanzata nella zona resta uno dei punti principali delle operazioni russe, mirate a occupare l’ultima parte del Donbas ancora sotto controllo ucraino.
Nel frattempo, Witkoff e Kushner sono stati accompagnati dal consigliere di Putin Kirill Dmitriev in una serie di incontri informali e poi condotti al Cremlino per colloqui più approfonditi. Il loro ruolo, secondo fonti americane, è quello di esplorare vie pragmatiche per un cessate il fuoco, anche se le condizioni poste da Mosca restano rigide.
Putin ha anche minacciato di tagliare l’accesso al mare all’Ucraina dopo recenti attacchi con droni contro petroliere russe nel Mar Nero, aggiungendo ulteriore pressione a un quadro già estremamente fragile.
Con posizioni distanti e pressioni incrociate, i negoziati delle prossime ore rischiano di determinare non solo la direzione del conflitto, ma anche l’equilibrio geopolitico europeo dei prossimi anni.