CANBERRA – Dopo il prossimo Congresso laburista, in programma ad agosto, il partito dei lavoratori, sarà obbligato a selezionare candidati culturalmente diversi ed indigeni, in base ad un sistema di quote proposto dalla senatrice indigena, Jana Stewart, che sta riscuotendo ampi consensi.

L’azione affermativa della senatrice del Victoria, espressione della corrente di destra dell’Alp, che va ben oltre l’attuale regola sulle quote rosa, è atta ad aumentare la presenza di parlamentari dai volti non bianchi, per i quali l’inglese non è la lingua madre, nel parlamento d’Australia, dove il 50% della popolazione ha un genitore nato all’estero.

La proposta mette ulteriore pressione sul primo ministro, Anthony Albanese, con gli attivisti che spingeranno posizioni più progressiste su delicate questioni politiche, quali il riconoscimento dello stato della Palestina, l’accordo AUKUS sui sottomarini, e il trattamento dei rifugiati.

Per Stewart l’Australia multiculturale è stata la chiave del successo laburista come Partito, e accogliere in parlamento persone che provengono da comunità che appoggiano l’Alp, è la ricetta per il successo elettorale.

“In quest’era è inaccettabile non rispecchiare la nostra comunità, e il Partito laburista deve dare l’esempio su come rappresentare la comunità che serviamo”, ha detto.

“Le quote rosa sono state un successo per raggiungere la parità di genere tra i parlamentari laburisti, ma non hanno funzionato per le comunità multiculturali e indigene – ha continuato la senatrice – e gli uomini e le donne di quelle comunità sono stati lasciati indietro”.

I dettagli della proposta di Jana Stewart, inclusa la percentuale della quota o come definire la diversità culturale, sono in via di finalizzazione, ma un anonimo ministro della sinistra, ha dichiarato che nelle file del Partito c’è appoggio per il concetto, ma ha messo in guardia che l’azione affermativa sulla parità di sesso è molto diretta mentre raggiungere target sulla diversità culturale è più complesso.

Autorevoli esponenti della corrente di sinistra vorrebbero un incremento nel mix culturale dei parlamentari laburisti, ma temono che una quota troppo ambiziosa possa portare in parlamento persone che ancora non hanno sviluppato competenze ed esperienze per la carriera politica.

Nel 1994 i laburisti fissarono l’obiettivo di raggiungere entro il 20002, il 35 di rappresentanza femminile nel gruppo parlamentare, e la quota è stata aumentata al 50%nel 2015, ed è stata raggiunta alle ultime elezioni con il 53% di donne elette nel parlamento federale.

Il ricercatore della think-tank Per Capita, e attivista laburista, Osmond Chiu, ha fatto notare che la proporzione di parlamentari federali senza retaggi europei o indigeni, è aumentata dal 4% prima delle elezioni, al 10%, attuale, ma in base ad uno studio di due università di Sydney, il 25 % della popolazione australiana odierna, non ha retaggi europei o indigenti.

Chiu, che coinvolto nel tentativo di istituire una rete laburista multiculturale per identificare e selezionare persone talentuose culturalmente diverse, da candidate nelle file laburiste, ha sottolineato che il primo ministro scozzese, il sindaco di Londra e l’attuale premier britannico, sono tutti di origine extraeuropee.