SYDNEY – La Reserve Bank of Australia (RBA) si prepara a una delle decisioni più delicate degli ultimi mesi, con il consiglio di politica monetaria chiamato a valutare se alzare nuovamente i tassi d’interesse nonostante i primi segnali di indebolimento del mercato del lavoro.
Il vicegovernatore Andrew Hauser ha dichiarato oggi che la riunione di novembre resta pienamente aperta e che l’istituto si trova davanti a “scelte difficili”.
Il nodo centrale è il deterioramento delle prospettive sull’inflazione, mentre la disoccupazione è salita al 4,7 per cento e alcuni indicatori occupazionali risultano più deboli del previsto.
“Si fa di più per contrastare un’inflazione più alta, riconoscendo che questo significa attività più debole e un mercato del lavoro più debole?”, ha chiesto Hauser durante una conferenza al Citi (Citi Australia & New Zealand Investment Conference) a Sydney.
“Oppure aspettiamo per proteggere il mercato del lavoro, accettando però il rischio che l’inflazione più alta si radichi e diventi poi più costosa da affrontare?”
Secondo il vicegovernatore, esistono segnali stando ai quali le aspettative di inflazione stiano iniziando a spostarsi su livelli più elevati, anche a causa del protrarsi dello shock sui prezzi energetici relativo al conflitto in Medio Oriente.
Hauser ha osservato che una quota crescente di imprese considera ormai un’inflazione attorno al 3,5 per cento come una nuova normalità.
Per la RBA, ha aggiunto, si tratta di uno scenario particolarmente problematico, perché aspettative persistentemente più alte renderebbero più difficile riportare la crescita dei prezzi verso l’obiettivo nel medio periodo.
L’attenzione si concentra ora sui dati sull’inflazione del terzo trimestre, attesi il 28 ottobre e destinati ad avere un peso decisivo sulla scelta del consiglio.
Con due mesi di dati già disponibili, Hauser ha riconosciuto che l’inflazione di fondo trimestrale dovrebbe risultare superiore alle ipotesi formulate dalla Banca ad agosto.
Un ulteriore elemento di rischio riguarda l’aumento del prezzo del petrolio.
Secondo Hauser, una parte importante dei rincari non è ancora stata trasferita dalle imprese ai consumatori, anche perché molte aziende temono di perdere clientela innalzando troppo rapidamente i prezzi.
Il vicegovernatore ha descritto questo effetto come una massa di rincari che potrebbe riversarsi sull’economia nei prossimi anni e risultare “piuttosto consistente”.
Anche l’inflazione nei servizi di mercato, attentamente osservata dalla RBA perché riflette le pressioni interne sull’economia, resta relativamente forte.
Il rialzo della disoccupazione ha ridotto secondo alcuni economisti la necessità di un intervento immediato, ma Hauser ha ricordato che il 4,7 per cento resta basso rispetto agli standard storici e internazionali.
Ha comunque riconosciuto che l’economia dovrà mostrare un certo raffreddamento.
“Che la disoccupazione salga al 5 per cento o a un altro livello è parte del dibattito che stiamo avendo nelle nostre previsioni”, ha affermato.