BRUXELLES – La NATO ha annunciato l’invio di ulteriori aerei da pattugliamento marittimo, sistemi radar e droni nel Mar Nero dopo una serie di attacchi contro navi commerciali avvenuti nelle ultime settimane.
La decisione è stata presa dopo una riunione del North Atlantic Council, il principale organismo decisionale dell’Alleanza, convocata per discutere il deterioramento della sicurezza nella regione.
Oltre ai nuovi mezzi aerei e ai sistemi di sorveglianza, alcuni Paesi membri hanno già inviato o si preparano a inviare personale d’intelligence e squadre specializzate nell’analisi forense degli esplosivi.
A riferirlo è stato il colonnello dell’esercito statunitense Martin L. O’Donnell, portavoce militare della NATO.
L’Alleanza non ha attribuito ufficialmente gli ultimi attacchi a un Paese specifico.
Analisti militari ritengono però altamente probabile un coinvolgimento russo, collegando gli episodi alla guerra in Ucraina, anche se Mosca non ne ha rivendicato la responsabilità.
La scorsa settimana sette marinai sono stati dichiarati dispersi dopo che droni hanno colpito due petroliere chimiche al largo della costa romena del Mar Nero, provocando incendi a bordo.
L’incidente ha riacceso le preoccupazioni per la sicurezza di una rotta commerciale strategica utilizzata anche dall’Ucraina.
Nei dieci giorni precedenti almeno altre cinque navi da carico erano state colpite nelle acque vicine alle coste della Romania e della Bulgaria, entrambi Paesi membri della NATO.
Il bilancio complessivo di questi eventi indica almeno 23 marinai morti o dispersi.
La portavoce principale dell’Alleanza, Allison Hart, ha ricordato che la NATO ha già rafforzato la propria presenza lungo il fianco orientale, compresa la capacità di contrastare i droni.
“Continueremo a rimanere uniti e a garantire di essere pronti e in grado di affrontare qualsiasi minaccia e di proteggere il nostro miliardo di cittadini”, ha dichiarato.
La crescente frequenza degli attacchi contro il traffico mercantile nel Mar Nero aggiunge un ulteriore elemento di instabilità a un’area già direttamente coinvolta nelle conseguenze del conflitto tra Russia e Ucraina.