MILANO - È un Cristian Chivu agguerrito quello che si appresta a vivere una sfida carica di attese come quella contro lo Shakhtar. E non potrebbe essere diversamente, perché le sconfitte contro Real Madrid e Bruges hanno fatto scalpore, specialmente quella della settimana scorsa a San Siro contro i belgi. Quando l’Inter dominante del campionato si è riscoperta fragile in Europa. E di fronte alle tante critiche ricevute, Chivu ha avuto uno scatto d’orgoglio a difesa dei suoi: “Non siamo perfetti e non vogliamo essere dipinti come la perfezione, ma non voglio neanche vedere che se l’Inter perde deve essere dipinto come un dramma nazionale. C’è la sensazione che l’Inter abbia l’obbligo di vincere e gli altri no, e questo non va bene”.

Non si nasconde mai: “Sono io il colpevole ed è giusto che sia così. Mi fa piacere che i giocatori si assumano certe responsabilità, ma il primo responsabile sono io a non riuscire a trasmettere certe cose. Ho l’obbligo di prendermi certe responsabilità: se l’allenatore non è il principale colpevole, di cosa parliamo?”. Ci tiene, però, a dare una lettura diversa del momento che sta vivendo la sua squadra. “Sette sconfitte nelle ultime otto di Champions League? Siamo consapevoli di questo, non c’è bisogno che ce lo ricordino sempre. Si parla troppo del passato, noi dobbiamo concentrarci su domani, andando in campo pronti sotto tutti i punti di vista per portare a casa il risultato. Noi abbiamo detto che la Champions è un sogno, ma in questo momento, con due sconfitte, è meglio pensare a domani. Vincere una partita in Champions League è la priorità in questo momento”.

I problemi ci sono e Chivu è il primo a saperlo, ma allo stesso tempo è tale e tanta la considerazione nei confronti della sua squadra da sapere che nello spogliatoio c’è tutta l’energia per ribaltare certe situazioni: “Sono ottimista di carattere, guardo anche il lato positivo che riguarda la reazione ai gol subiti, ma anche a quello che è mancato durante la gara. Devo analizzare nel profondo il perché e trovo mille motivi di cui non voglio parlare. Loro sanno cosa fare per reagire alle avversità. Noi non siamo perfetti come squadra, né individualmente: abbiamo anche noi problemi, cose che influiscono sull’andamento di una partita, ma mi interessa che il gruppo faccia di tutto per portare a casa il risultato”. La gara contro lo Shakhtar (“Una squadra forte, brava, evoluta e con esperienza. Hanno gamba, qualità, intensità e un allenatore che li mette bene in campo”) dirà se la lezione contro il Bruges è stata imparata, per iniziare a far punti e smuovere la classifica, considerando che il tempo per risalire non manca e che i campioni d’Italia hanno tutte le carte in regole per farlo. Lo sa bene anche Alessandro Bastoni, consapevole del fatto che l’Inter non può più sbagliare: “Siamo obbligati a far risultato, assolutamente - ha detto il difensore - altrimenti entrare nelle prime otto sarebbe proibitivo. Vorrei dire solo che bisogna guardare di più la realtà: le finali e quel percorso sono il passato, il percorso recente deve riportarci coi piedi per terra. La Champions League è un sogno, come lo è stato negli anni delle due finali. Vorrei un attimo ridimensionare il nostro pensiero: a oggi è così. Da domani proveremo a dare un segnale importante”.

Intanto, allenamento di rifinitura ad Appiano Gentile: la novità principale potrebbe essere rappresentata dal debutto in porta di Provedel al posto di Martinez, mentre il terzetto di difesa vedrà Bisseck, Akanji e Bastoni. Diouf spingerà a destra, mentre a sinistra Carlos Augusto potrebbe essere preferito a Dimarco. Calhanoglu in regia, con Barella e uno tra Mkhitaryan, Sucic e Zielinski. Davanti Bonny è favorito su Esposito per far coppia con Thuram.