BUENOS AIRES – Se Dante Alighieri e Jorge Luis Borges si incontrassero in Paradiso, cosa si direbbero?
È la provocazione letteraria da cui parte Diálogo de Dante y Borges en el Paraíso, opera teatrale scritta e diretta da Leonor Benedetto che, nell’ambito della Settimana della lingua italiana nel mondo e del 40° aniversario della morte di Borges, arriverà a diversi teatri di Buenos Aires, conurbano, per poi prendere il volo per Corrientes.
Un testo che ricorda le “intervista impossibili” e nel quale i due poeti riflettono sull’esistenza, la ricerca di Dio, l’identità e i valori della società contemporánea
Sul palco, accanto a Leonor, Néstor Saied, collega e amico di sempre. “A unirci, oltre all’affetto, è l’interesse per la letteratura e la ricerca su questi temi”, sottlinea lui.
Néstor è anche molto legato all’Italia. Qui, infatti, ha frequentato l’Accademia d’arte drammatica Silvio D’Amico e ha vissuto a lungo, lavorando con i più importanti registi, da Carlo Cecchi a Eduardo de Filippo e Giorgio Pressburger. Tornato in Argentina, ha fondato Sia (Società Italia Argentina), per favorire gli scambi di esperienze artistiche.
A completare la triade, la música di Martín Ocampo. “Sarà in scena con noi, suonando il violino dal vivo – dice Néstor –. Rappresenta un angelo, con tanto di ali, volutamente molto naif”. Leonor e Néstor si presenteranno come due professori, lei argentina, lui italiano, che solo alla fine sveleranno la loro identità. Néstor ci regalerà anche alcuni versi della Divina Commedia in italiano.
Come nasce l’idea di mettere in scena una conversazione tra Dante e Borges? “Avevo già sperimentato il mecanismo con altre due opere”, dice Leonor Benedetto. Si tratta di Vita y Virginia, basata sulla corripondenza reale tra Virginia Woolf e Vita Sackville-West, ed Eva y Victoria, una riunione immaginaria tra Eva Perón e Victoria Ocampo. “Che nella realtà si odiavano”, sottolinea l’attrice.
Per fare incontrare Dante e Borges non ha nemmeno dovuto inventare un pretesto. “Dante considerava legittima la comunicazione tra le anime dei defunti – spiega –. Così noi abbiamo messo in comunicazione due anime geniali e ci abbiamo costruito intorno un mondo”.
Non è stato difficile. I due letterati condividono le stesse inquietudini, lo stesso interesse per la metafisica… L’Alef e l’al di là sono due concetti molti simili per chi non crede all’esistenza del presente.
Semmai, è stato più complesso lavorare per sottrazione e togliere solennità a entrambi. “Immaginarli a spiegare concetti complessi a bambini di 8 anni”, dice Leonor.
“Qualcosa di simile ci è successo con El café del señor Proust, altra opera che abbiamo fatto insieme – dice Néstor –. Altro scrittore considerato ostico, filosofico… Pensavamo che saremmo rimasti in cartellone 15 giorni e invece vincemmo il premio Estrella de Mar 2024”.
È il gioco del teatro: prendersi la libertà assoluta di giocare e alla fine uscirne trasformati: attori e pubblico.
Lo spettacolo debutta mercoledì 21 ottobre alle 19 al Cine Teatro York de Olivos, poi giovedì 22 al Círculo Italiano de Buenos Aires (con il sostegno del Consolato Generale), venerdì 23 alla Biblioteca Municipale di Morón y domenica 25 al Museo de Arte Contemporáneo de Corrientes.
L’iniziativa è organizzata dalla Dante Alighieri di Vicente López, Morón y Corrientes, con il contributo della sede centrale di Roma.
Sempre a Corrientes, nell’ambito della Settimana della lingua, sabato 24 alle 15 (Salta 459) si terrà il convegno “Il sapere che trasforma – L’educazione culturale come motore di cambiamento”, con la docente Sol de Brito e altri invitati. Organizza la società Dante Alighieri della città.