SEUL - Puntuali, a intervalli di mesi, tornano a rincorrersi le voci su una possibile grave malattia o sulla scomparsa del leader nordcoreano Kim Jong Un.

Questa volta, a scatenare le speculazioni sulla morte del quarantenne “Supremo Leader” a causa di un’emorragia cerebrale, è stato il dissidente cinese Wanjun Xie con una serie di post pubblicati sul social network X. 

Xie (presidente del China Democracy Party, da anni residente negli Stati Uniti dopo aver preso parte alle proteste di Piazza Tiananmen) ha teorizzato che Kim Jong Un abbia subito una grave emorragia cerebrale, cadendo successivamente in coma.

Di fronte all’inadeguatezza delle strutture sanitarie locali, un’équipe di specialisti del Peking Union Medical College Hospital di Pechino sarebbe stata inviata in Corea del Nord prima del trasferimento d’urgenza del leader nella capitale cinese per un intervento chirurgico. 

Secondo la ricostruzione di Xie, Kim sarebbe deceduto nell’ospedale cinese e il suo corpo sarebbe stato riportato in patria. Il dissidente ha inoltre sostenuto che la Cina avrebbe schierato 9.000 soldati a Pyongyang e che le recenti minacce indirizzate alla Corea del Sud da Kim Yo-jong, sorella del leader, rappresenterebbero un tentativo di consolidare il proprio potere in vista di una complessa successione, complicata dalla presenza della figlia di Kim, Ju-ae. 

Senza fornire alcuna prova a sostegno delle sue affermazioni, Xie è stato smentito dalle immagini diffuse dai media statali nordcoreani per “provare che Kim Jong Un è ancora vivo”. L’agenzia di stampa ufficiale Kcna e gli organi di propaganda hanno pubblicato le fotografie del leader mentre esamina scarpe per bambini e cappotti da donna alla Mostra nazionale di abbigliamento e calzature. 

Nelle immagini diffuse, riferite a una visita effettuata nella giornata di ieri, Kim appare accompagnato proprio dalla moglie Ri Sol-ju e dalla figlia Ju-ae. Sebbene gli scatti della propaganda di Pyongyang non siano stati verificati in modo indipendente e non sia chiaro con certezza quando siano stati realizzati, la loro pubblicazione è giunta a poche ore di distanza dalle indiscrezioni sulla presunta morte. 

A ridimensionare la portata delle affermazioni di Xie contribuisce anche il suo storico di ricostruzioni non verificate. In passato, il dissidente cinese aveva sostenuto che Xi Jinping fosse svenuto durante il vertice Brics in India a causa di un ictus ischemico e ricoverato a Pechino (notizia smentita pochi giorni dopo dal viaggio del presidente cinese a Washington per incontrare Donald Trump).

Nel 2022, Xie aveva inoltre alimentato notizie su un presunto colpo di Stato contro Xi con una colonna militare diretta verso Pechino e su una rivolta armata nella provincia di Henan. 

Una secca smentita è giunta infine dalle autorità della Corea del Sud, da sempre gli osservatori più attenti alle dinamiche interne di Pyongyang. Gli apparati di Seul hanno riferito di non disporre di alcuna informazione al riguardo, bollando le voci sulla morte del leader nordcoreano come “assurde” e confermando di non averne mai sentito parlare.