FIRENZE - Il giudice ha archiviato l’inchiesta nei confronti dei due zii di Kataleya Mia Alvarez Chicclo, la bambina peruviana di cinque anni scomparsa il 10 giugno 2023 dall’ex hotel Astor di Firenze.

A oltre tre anni da quel pomeriggio, della piccola Kata non si hanno notizie. 

Il provvedimento riguarda lo zio materno Argenis Abel Álvarez Vásquez e quello paterno Marlon Edgar Chicllo Romero, finiti sotto indagine per sequestro di persona a scopo di estorsione e per ulteriori ipotesi di reato. 

La decisione è stata adottata dal presidente del Tribunale di Firenze, Antonio Pezzuti, dopo la richiesta di archiviazione presentata a settembre dalla procuratrice Christine von Borries, titolare delle indagini condotte dai carabinieri. 

Secondo la magistrata, gli elementi raccolti nel corso degli accertamenti non consentono di formulare una ragionevole previsione di condanna nei confronti dei due indagati. 

Kata viveva con la madre e il fratellino nell’ex albergo Astor, una struttura occupata da diverse famiglie di origine peruviana e romena, all’angolo tra via Maragliano e via Boccherini, nella periferia fiorentina. 

Il giorno della scomparsa, la madre si trovava al lavoro in un supermercato e aveva affidato i due figli allo zio materno. Al suo ritorno, della bambina non c’era più traccia. 

Le ultime immagini conosciute di Kata risalgono al pomeriggio del 10 giugno 2023, quando una telecamera di un’attività commerciale la riprese nel cortile dell’ex albergo mentre saliva le scale esterne, per poi ridiscendere. 

Da quel momento nessuno è riuscito a ricostruire con certezza che cosa le sia accaduto. 

Le ricerche coinvolsero anche i Cacciatori di Calabria, reparto specializzato dell’Arma dei carabinieri, che ispezionarono approfonditamente l’edificio alla ricerca di eventuali intercapedini o nascondigli. 

Gli investigatori esaminarono diverse piste, dai contrasti tra le famiglie che vivevano nell’immobile occupato a possibili vendette legate alla droga, fino alle ipotesi di abusi o di uno scambio di persona, ma nessuna di queste ricostruzioni ha consentito di individuare la bambina o chiarire le circostanze della sparizione. 

L’archiviazione riguarda le posizioni dei due zii, non rappresenta una soluzione del caso e le indagini potrebbero essere riaperte qualora emergessero nuovi elementi. “Confido che l’inchiesta venga riaperta quanto prima e ad ampio spettro”, ha dichiarato l’avvocato Giovanni Conticelli, che assiste la madre di Kata. 

Lo scorso 9 ottobre la donna, attraverso il proprio legale, aveva comunicato di non volersi opporre alla richiesta di archiviazione.