STRASBURGO - “Il sistema alimentare globale si trova di fronte a una tempesta perfetta”. Con questo allarme l’Alto Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza dell’Unione Europea, Kaja Kallas, ha descritto davanti al Parlamento europeo l’impatto della crescente instabilità geopolitica sulle catene di approvvigionamento mondiali.

Dall’escalation russa nel Mar Nero alle tensioni nello Stretto di Hormuz, i conflitti internazionali continuano a ripercuotersi direttamente sui consumatori globali. 

Secondo quanto riferito da Kallas, i prezzi mondiali dei cereali hanno toccato il livello più alto da febbraio 2023.

Benché le riserve globali risultino superiori rispetto a quelle del 2022 (quando Mosca bloccò 20 milioni di tonnellate di cereali ucraini) il quadro attuale appare fortemente vulnerabile a causa della concomitanza di molteplici fattori: il fenomeno di un super El Niño, siccità che flagellano entrambi gli emisferi e le tensioni in Medio Oriente, che stanno condizionando anche i mercati dei fertilizzanti. 

La situazione è ulteriormente aggravata dalle criticità logistiche. La chiusura o l’insicurezza di alcune rotte strategiche di transito sta provocando un aumento dei costi di trasporto, mentre la Russia ha iniziato a colpire i percorsi alternativi realizzati negli ultimi mesi per superare il blocco del Mar Nero. 

“La Russia sta ora prendendo di mira anche i valichi di frontiera con Moldavia, Romania e Polonia, mettendo a rischio ulteriormente queste alternative”, ha avvertito l’Alto Rappresentante. 

Kallas ha denunciato un’offensiva sistematica contro la filiera agricola dell’Ucraina: “La Russia sta attaccando le infrastrutture agricole, i porti del Mar Nero e del Danubio, i valichi di frontiera, le infrastrutture per l’esportazione, le navi, le rotte marittime e sta distruggendo i depositi di grano”. 

I costi storici ed economici dell’aggressione sono ingenti. Stime citate da Kallas indicano che l’Ucraina subisce una perdita quotidiana di circa 60 milioni di euro in mancate entrate dalle esportazioni.

Il danno si estende a livello mondiale, considerato che Kiev garantisce il 15% delle esportazioni globali di mais e il 10% di quelle di grano. Circa il 90% di tali prodotti transita per il corridoio marittimo del Mar Nero, canale prioritario per l’approvvigionamento dei mercati internazionali. 

Per l’Unione Europea la vicenda assume una rilevanza globale. “Come hanno sottolineato gli Stati membri al Consiglio europeo della scorsa settimana, la Russia sta deliberatamente trasformando il cibo in un’arma, compromettendo la sicurezza alimentare globale, in particolare in Africa, Asia e Medio Oriente”, ha affermato Kallas. I leader europei hanno dunque ribadito la richiesta di ripristinare con immediatezza il transito sicuro delle navi mercantili, civili e commerciali nel Mar Nero per scongiurare un ulteriore peggioramento della crisi alimentare.