WELLINGTON – La campagna elettorale neozelandese entra nella fase decisiva con segnali incoraggianti per entrambi i principali contendenti alla carica di primo ministro, mentre i primi elettori iniziano a votare dall’estero.
L’ultimo sondaggio TVNZ-Verian assegna al Partito Nazionale il 32 per cento delle preferenze, quattro punti in più rispetto alla rilevazione precedente e cinque davanti al Labour, fermo al 27 per cento. Si tratta del margine più ampio ottenuto dal partito di governo sui Laburisti dal maggio 2025.
Il primo ministro Chris Luxon ha interpretato il risultato come un segnale di maggiore attenzione degli elettori sulle differenze tra le proposte politiche in campo.
Il leader del Labour Party Chris Hipkins può invece rivendicare una prestazione favorevole nell’ultimo dibattito televisivo tra i due candidati.
Analisti e pubblico lo hanno indicato come il più convincente del confronto di ieri sera, in particolare sul costo della vita, tema centrale della campagna.
La crescita del Partito Nazionale nei sondaggi viene attribuita anche alla rinnovata attenzione sui temi della sicurezza e della criminalità.
Il dibattito si è intensificato dopo la partecipazione di esponenti dei Verdi e del Māori Party a un incontro di una gang nel sud di Auckland, evento utilizzato dal Partito Nazionale e dai suoi alleati per accusare il blocco progressista di debolezza sul fronte dell’ordine pubblico.
Hipkins ha definito quella partecipazione un errore di valutazione e ha sostenuto che i partiti coinvolti non dovrebbero ottenere incarichi ministeriali connessi alla giustizia.
Nel sondaggio TVNZ-Verian, ACT raggiunge l’11 per cento e NZ First il 9, mentre i Verdi sono al 16 e il Māori Party all’uno per cento.
Una seconda rilevazione, realizzata da The Post-Freshwater, offre però un quadro più favorevole ai Laburisti, accreditandoli del 29 per cento contro il 28 dei Nazionali. I Verdi risultano al 14, NZ First al 12, ACT al 9 e il Māori Party al 2.
La costante delle rilevazioni dell’ultimo mese è l’assenza di una maggioranza chiara per uno dei due schieramenti.
A rendere ancora più incerto il quadro è Opportunity, formazione centrista caratterizzata da una forte attenzione alle politiche climatiche.
Il partito raggiunge il 7 per cento nel sondaggio TVNZ-Verian e il 5,4 per cento nella rilevazione Freshwater, appena sopra la soglia del 5 per cento necessaria per assicurarsi una rappresentanza parlamentare senza conquistare un collegio.
La sua leader Qiulae Wong ha dichiarato che Opportunity non ha ancora scelto quale blocco sostenere e che intende negoziare inizialmente con il partito che otterrà il maggior numero di consensi.
Il voto è intanto cominciato per i cittadini residenti all’estero, compresi i numerosi neozelandesi che vivono in Australia.
Con i due maggiori partiti ancora lontani da una posizione dominante e i partiti minori potenzialmente decisivi per la formazione del prossimo governo, le ultime settimane di campagna saranno concentrate tanto sulla conquista di nuovi consensi quanto sulle possibili combinazioni parlamentari dopo le elezioni.