NEW YORK – Re Carlo III e la regina Camilla hanno reso omaggio alle vittime degli attentati dell’11 settembre 2001 durante una visita a Ground Zero, nel cuore di Manhattan, dove sorgevano le Torri Gemelle.

Accompagnati dall’ex sindaco di New York Michael Bloomberg, i sovrani hanno raggiunto una delle vasche commemorative che segnano il perimetro dei grattacieli distrutti negli attacchi di al-Qaeda. Il re ha deposto un mazzo di fiori bianchi – lillà, narcisi e peonie – accanto ai nomi incisi delle quasi 2.800 vittime.

Nel messaggio scritto a mano e lasciato insieme ai fiori si legge: “Onoriamo la memoria di tutti coloro che hanno tragicamente perso la vita l’11 settembre 2001 e restiamo uniti al popolo americano davanti a una perdita così profonda”.

Dopo un momento di silenzio, Carlo e Camilla hanno incontrato alcuni familiari delle vittime presenti alla cerimonia, oltre a rappresentanti istituzionali tra cui il sindaco di New York Zohran Mamdani e i governatori degli Stati di New York e New Jersey.

La visita si inserisce nel programma del viaggio ufficiale negli Stati Uniti, che celebra i 250 anni dalla dichiarazione d’indipendenza americana. Tuttavia, il contesto politico è più complesso: il presidente Donald Trump ha più volte criticato il primo ministro britannico Keir Starmer per la posizione del Regno Unito nel conflitto con l’Iran.

Nel suo recente discorso al Congresso, Carlo ha richiamato proprio l’11 settembre come momento di unità tra i due Paesi: “Abbiamo risposto insieme”, ha detto, sottolineando la lunga storia di cooperazione militare e culturale, oltre al ruolo della NATO.

Dopo la cerimonia, il re ha proseguito la visita ad Harlem, dove ha incontrato un’organizzazione locale impegnata in progetti agricoli urbani per contrastare l’insicurezza alimentare, un tema a cui è legato da anni.

La regina Camilla, invece, ha partecipato a un evento alla New York Public Library dedicato al centenario di Winnie-the-Pooh, promosso dalla sua iniziativa per la lettura, prima di incontrare rappresentanti di associazioni che si occupano di violenza domestica.

La visita prosegue tra impegni istituzionali e culturali, con l’obiettivo di mantenere saldo un rapporto storico che, nonostante le tensioni del momento, resta uno dei pilastri della politica internazionale occidentale.