ADELAIDE – Al Charles Cambell College, in South Australia, un gruppo di studenti quindicenni ha trascorso ore a lavorare dopo scuola e nei fine settimana, con un obiettivo ambizioso: conquistare il podio mondiale.

È la storia di Fusion, cinque ragazzi che hanno raggiunto la finale ai Campionati Nazionali 2026 di STEM Racing, ottenendo il titolo di Best engineered car and best manufactured car e guadagnandosi un posto alle finali mondiali di Singapore.

Lo STEM Racing è un progetto educativo globale, supportato dalla Formula 1 e rivolto a studenti dai 9 ai 19 anni, chiamati a progettare, costruire e far gareggiare le proprie mini-auto di F1, alimentate a CO2 - anidride carbonica.

Il programma, attivo da circa sette anni al Charles Cambell College, è diventato nel tempo uno dei progetti di punta, capace di portare risultati stupefacenti non solo a livello statale e nazionale, ma anche internazionale. “All’inizio era un’attività extracurricolare, oggi invece è strutturata come un vero percorso, che inizia all’Anno 7 fino all’Anno 10”, spiega Daniel Marotti, insegnante di STEM e tecnologia, che coordina il progetto.

Fusion non è nuovo al successo: lo scorso anno aveva vinto nella categoria ‘development’, riservata ai gruppi al primo anno, mentre quest’anno ha conquistato la categoria ‘professional’, quella dei più esperti.

Nel 2025, alla loro prima partecipazione ai mondiali, i ragazzi si erano classificati dodicesimi su circa 85 squadre, mentre nel 2023 un altro gruppo di studenti della scuola era arrivato secondo al mondo.

“Questa è la terza volta che partecipiamo alle finali mondiali e speriamo di tornare sul podio, magari anche di vincere”, aggiunge l’insegnante. Le finali si terranno a Singapore tra fine settembre e inizio ottobre e vedranno sfidarsi squadre provenienti da tutto il mondo presentando la propria minivettura da corsa ad alte prestazioni, seguendo criteri tecnici e di marketing molto rigorosi, tutti verificati dalla giuria del concorso.

Quali sono gli elementi segreti che rendono Fusion così competitivo è presto detto: impegno e determinazione. “Lavorano continuamente: durante la pausa pranzo, dopo scuola, nei fine settimana - spiega Mariotti -. Sono davvero motivati a essere i migliori”.

Una qualità che, sottolinea, “non si può insegnare, ma solo incoraggiare”. A confermarlo sono gli stessi studenti, attraverso il portavoce ed Enterprise director di Fusion, Aiden: “C’è tanto lavoro, soprattutto per la parte ingegneristica”. “Studiamo concetti avanzati di matematica e aerodinamica che normalmente si vedono negli ultimi anni di scuola o all’università”.

Il progetto, infatti, non si limita alla costruzione dell’auto, ma richiede una vera organizzazione da scuderia professionale.

I ragazzi si assegnano ruoli ben definiti: tra ingegneri, responsabili marketing e comunicazione, team manager, designer dello stand espositivo ed Entreprise director. E come in ogni squadra di F1 e non, le sfide sono immancabili: “Passiamo tantissimo tempo insieme, quindi a volte ci si dà un po’ sui nervi - ammette Aiden sorridendo -, ma lavorare in gruppo ci ha unito molto” e, nonostante le difficoltà, nessuno ha mai pensato di mollare, al contrario, “vogliamo continuare a migliorare”, aggiunge lo studente. 

Ora l’attenzione è tutta rivolta alle finali mondiali. Il gruppo dovrà costruire una nuova vettura, adattandola alle regole internazionali, più complesse rispetto a quelle nazionali.

“È praticamente un nuovo progetto”, spiega Marotti, una sfida che il gruppo affronta con una mescola di entusiasmo e tensione. Il valore del programma STEM Racing è rappresentato non soltanto dalla competizione. Oltre alle competenze tecniche, infatti, permette di sviluppare abilità trasversali fondamentali, quali il lavoro di squadra, la gestione del tempo e delle deadline, la capacità di risolvere i problemi e di allenare la comunicazione.

“Non è solo per chi è interessato all’ingegneria - sottolinea Daniel Marotti - è un’esperienza che apre tante strade”. Per alcuni studenti, il sogno è proprio quello di lavorare nell’ambito della Formula 1 e le finali mondiali offriranno anche opportunità concrete, come l’accesso alla Komatsu-Williams Engineering Academy, un percorso formativo di tre anni con la celebre scuderia britannica.

Dietro al successo, però, c’è anche una sfida economica: per partecipare alle finali di Singapore, la scuola è impegnata a raccogliere circa 50mila dollari.

Con circa 1,8 milioni di studenti coinvolti ogni anno nel programma a livello globale, arrivare alle finali mondiali è già un traguardo straordinario. Ma Fusion non vuole fermarsi qui: “Vogliamo fare ancora meglio”, dicono i ragazzi.

E, a giudicare dalla loro determinazione, il sogno del podio mondiale potrebbe essere più vicino di quanto sembri.