PARIGI - Si apre domani davanti al Tribunale penale di Parigi il primo processo pubblico dall’esplosione dello scandalo sugli abusi sessuali nei doposcuola della capitale. A differenza di un precedente procedimento svoltosi a porte chiuse a inizio maggio contro un altro operatore giovanile, le famiglie dei querelanti hanno scelto di tenere l’udienza a porte aperte per rompere il velo di silenzio sulla crisi. Per l’occasione, il collettivo #MeTooEcole ha già annunciato una manifestazione di sostegno davanti al tribunale.
Alla sbarra siede David G., un giornalista freelance di 36 anni che lavorava nei doposcuola per integrare il proprio reddito. L’uomo, arrestato lo scorso giugno e tuttora incensurato, è accusato dalla Procura di violenza sessuale ai danni di cinque bambini e di molestie verso due colleghe animatrici, per fatti contestati tra l’inizio dell’anno scolastico 2024 e l’aprile 2025.
Al fascicolo si aggiungono altre quattro denunce dirette depositate da altrettante famiglie senza passare dalla Procura. L’imputato, che nega ogni addebito e ammette solo infrazioni al codice di condotta come l’aver tenuto in braccio dei minori, rischia fino a dieci anni di carcere e una multa di 150.000 euro.
L’inchiesta è scattata nell’aprile 2025, in seguito alla segnalazione del direttore dell’asilo nido Alphonse-Baudin (nell’XI arrondissement), allertato dai genitori di due bambine che avevano manifestato improvviso isolamento, ansia ingiustificata e regressioni comportamentali. Il Comune ha immediatamente sospeso l’animatore, che non è più stato reintegrato.
Le indagini della Protezione minori si presentano complesse: nessun adulto ha assistito direttamente ai fatti. Tuttavia, le avvocate di parte civile, Hannah Kopp e Rebecca Royer, difendono la solidità del quadro probatorio: “Quando nove bambini che non si conoscono descrivono le stesse azioni, lo stesso uomo e gli stessi luoghi, non abbiamo altra scelta che crederci. Bambini di tre-cinque anni non possono inventare scene di violenza sessuale di questo tipo”.
Il caso di David G. è solo la punta dell’iceberg di una crisi istituzionale che si sta allargando a macchia d’olio in tutta Parigi. L’epicentro delle indagini si è esteso mercoledì sera con la proroga della custodia cautelare per 16 operatori dell’asilo statale Saint Dominique, nel VII arrondissement. I sospettati, di età compresa tra i 18 e i 68 anni, sono interrogati per reati gravissimi che spaziano dallo stupro a condotte violente ed eccessive.
I dati forniti dalla magistratura parigina descrivono un’emergenza diffusa in centinaia di istituti. Sono infatti attualmente aperti fascicoli su potenziali violenze in 84 scuole materne, circa 20 scuole elementari e una decina di asili nido, una situazione che ha portato all’adozione di severe misure cautelari. Dall’inizio del 2026 sono già stati sospesi 78 dipendenti comunali, ben 31 dei quali per sospetta violenza sessuale.
Il calendario giudiziario si preannuncia inoltre serrato: oltre al verdetto del primo processo atteso per il 16 giugno, sono già stati fissati altri tre processi penali legati ai programmi extrascolastici da qui all’inizio di settembre.
A surriscaldare il clima politico sono intervenute anche le rivelazioni del quotidiano Le Parisien, che ha portato alla luce una grave falla nel sistema di controllo. Secondo l’inchiesta giornalistica, un insegnante incriminato nel 2025 per abusi su tre minori era già stato trattenuto in custodia cautelare nel 2024 per fatti analoghi avvenuti in una scuola vicina, senza che il suo percorso venisse bloccato.
Davanti all’indignazione dell’opinione pubblica, il sindaco Emmanuel Grégoire ha varato un piano d’emergenza da venti milioni di euro per contrastare gli abusi nel settore extrascolastico e ha promesso tolleranza zero. Il primo cittadino, nel salutare con favore l’accelerazione dei procedimenti giudiziari, si è impegnato a introdurre sanzioni più severe, a irrigidire radicalmente le procedure di assunzione e a garantire una totale tracciabilità del personale scolastico per impedire che soggetti già segnalati possano restare a contatto con i minori.