TOKYO - Momenti di puro terrore nel cuore di Tokyo, dove un uomo ha spruzzato una sostanza apparentemente tossica all’interno del celebre centro commerciale di lusso “Ginza Six”, nel distretto dello shopping di Ginza. Il bilancio provvisorio è di 25 persone intossicate (uomini e donne di età compresa tra i 20 e i 80 anni) che hanno accusato forti mal di gola e dolori acuti. Di queste, 19 sono state trasportate d’urgenza in ospedale, tutte coscienti. Secondo le prime informazioni diffuse dall’emittente pubblica NHK, le lesioni sembrerebbero fortunatamente lievi.
L’allarme è scattato intorno a mezzogiorno al piano terra dell’edificio, situato a Ginza 6-chome. Un portavoce della polizia locale ha riferito che l’uomo ha agito nei pressi di uno sportello bancomat: subito dopo il gesto, nell’aria si è diffuso un “odore strano” e penetrante. Alcuni testimoni oculari hanno raccontato che la sostanza nebulizzata somigliava ad un gas lacrimogeno.
Le autorità hanno isolato e bloccato immediatamente le strade circostanti il complesso, sede di numerosi marchi della moda internazionale, inviando sul posto decine di autopompe e ambulanze. I vigili del fuoco e i paramedici, equipaggiati con tute protettive speciali per il rischio biologico e chimico, hanno evacuato la struttura e assistito le persone all’interno di veicoli specializzati per i primi accertamenti medici.
L’episodio ha inevitabilmente riattivato i fantasmi del passato in Giappone, richiamando alla mente la scia di sangue e terrore lasciata negli anni Novanta da Aum Shinrikyo, la setta apocalittica guidata dal santone Shoko Asahara, pioniera del terrorismo chimico su scala civile.
La memoria storica dei giapponesi corre a due eventi drammatici in particolare, a partire dall’attacco di Matsumoto del 27 giugno 1994, che fu il primo attentato terroristico al mondo compiuto con il gas sarin contro la popolazione. In quell’occasione, la setta diffuse il letale gas nervino in un quartiere residenziale della prefettura di Nagano per colpire alcuni giudici impegnati in una causa immobiliare sfavorevole al culto, provocando 8 morti e centinaia di intossicati.
Il culmine della violenza del gruppo, però, fu raggiunto l’anno successivo con la strage nella metropolitana di Tokyo, il 20 marzo 1995, quando cinque adepti liberarono il sarin a bordo di diversi treni durante l’ora di punta mattutina, in un attacco che causò 13 morti e oltre 6.000 intossicati.
Tra il 1994 e il 1995 il gruppo criminale utilizzò anche il VX, un agente nervino ancora più persistente del sarin, per eliminare dissidenti e nemici considerati sospetti. I tentativi di strage proseguirono il 5 maggio 1995 nella stazione di Shinjuku, dove solo il tempestivo intervento delle forze dell’ordine permise di disinnescare un dispositivo al cianuro di idrogeno pronto a invadere il sistema di ventilazione della struttura.
Prima di virare sulle armi chimiche, nei primi anni Novanta l’organizzazione occulta aveva persino sperimentato, senza successo, la dispersione a Tokyo di agenti biologici letali come il botulino e l’antrace.