ROMA - Forza Italia rilancia il confronto sulla giustizia e prepara una proposta di legge sulla responsabilità civile dei magistrati. 

Ad annunciarlo è il capogruppo azzurro alla Camera Enrico Costa, che parla di un testo ancora in fase di definizione. 

“Stiamo predisponendo una pdl sul tema su cui ci confronteremo all’interno della maggioranza”, ha spiegato Costa. 

La proposta arriva a due mesi dal referendum sulla giustizia e riapre uno dei temi storicamente più cari agli azzurri. 

Il confronto tra i partiti di centrodestra è previsto il prossimo 3 giugno, quando è convocato un vertice tra i capigruppo della maggioranza e il ministro della Giustizia Carlo Nordio, riunione richiesta proprio da Forza Italia con l’obiettivo di rilanciare l’iniziativa del governo sui temi della giustizia. 

Per ora Costa non entra nei dettagli della proposta, ma l’intervento potrebbe riguardare la norma che oggi esclude la responsabilità civile dei magistrati per “l’attività di valutazione del fatto e delle prove”. 

“Se in quella fase ci sono errori, perché il cittadino non può chiederne conto?”, aveva osservato recentemente il capogruppo azzurro, sottolineando che tra i possibili punti della riforma ci sarebbe anche una revisione della definizione di “colpa grave”. 

La Lega ha accolto l’iniziativa con apertura ma chiedendo cautela. 

“La materia sta a cuore a tutto il centrodestra, c’è condivisione a lavorare purché il testo sia equilibrato e non punitivo”, ha dichiarato la responsabile Giustizia del partito, Giulia Bongiorno. 

Più prudente Fratelli d’Italia. “Ogni proposta di un gruppo della maggioranza merita di essere valutata. Per ora mi sembra si tratti soltanto di un annuncio, vedremo nel merito i contenuti della proposta”, ha commentato il sottosegretario alla Giustizia Alberto Balboni. 

Parole che, secondo fonti azzurre, sono state accolte con irritazione dentro Forza Italia. “È la loro posizione storica, da sempre sono più chiusi e non vogliono incidere su questo”, osservano alcuni esponenti del partito. 

Nonostante le resistenze, gli azzurri insistono sulla necessità di proseguire con riforme “liberali e garantiste”, richiamando anche gli “oltre 13 milioni di cittadini” che avevano sostenuto i referendum sulla giustizia. 

Sul tavolo della maggioranza restano anche altri dossier, tra i quali la riforma della prescrizione, il sequestro degli smartphone, l’abuso della custodia cautelare, le ingiuste detenzioni, l’inappellabilità delle assoluzioni e il sovraffollamento carcerario.