LONDRA - Nigel Farage riconquista il seggio di Clacton-on-Sea con una vittoria schiacciante, trasformando il voto in un test d’incasso politico contro “l’establishment”.
A un mese dalle sue dimissioni da deputato, innescate dalle indagini parlamentari sulle sue finanze e volte a cercare una nuova rilegittimazione popolare, il leader del partito populista di destra Reform UK si è imposto nelle elezioni suppletive con il 62,8% dei voti (pari a 22.239 preferenze).
Farage ha così consolidato e aumentato la sua maggioranza rispetto alle elezioni generali dell’anno precedente, staccando nettamente gli avversari in un contesto di affluenza in calo al 44,4%.
I grandi partiti tradizionali (Laburisti, Conservatori, Liberal-democratici e Verdi) avevano deciso di boicottare le consultazioni non presentando propri candidati. Senza i partiti di sistema, la scheda ha attirato ben 34 aspiranti deputati, perlopiù indipendenti. A piazzarsi al secondo posto con un inatteso 27% (9.455 voti) è stato il candidato satirico Count Binface (il Conte Faccia di Bidone), personaggio creato dal comico Jonathan David Harvey.
Il risultato del Conte ha superato ogni stima e ha evidenziato l’esistenza di un’opposizione locale al leader di Reform UK. Ironizzando sul fatto di essere stato il primo tra i candidati presenti durante la proclamazione, Count Binface ha rivendicato sui social una vittoria simbolica, sostenendo che il voto abbia umiliato Farage: “Più di una persona su quattro in questa circoscrizione preferirebbe avere Count Binface come deputato piuttosto che il leader di Reform UK, e questo è solo l’inizio”.
Dal canto suo, la presidente onoraria del Labour, Bridget Phillipson, ha attaccato l’ex eurodeputato affermando che “questa non è una vittoria per Nigel Farage”, accusandolo di aver cercato di distogliere l’attenzione dalle polemiche sulle finanze, “combattendo un’elezione suppletiva contro un bidone della spazzatura”.
Nonostante il trionfo nel suo feudo dell’Essex, Farage non si è presentato al Clacton Leisure Centre per l’annuncio ufficiale dei risultati, preferendo commentare l’esito via social con una foto e anticipare la proclamazione davanti ai propri sostenitori in un evento notturno.
Il leader di Reform UK ha spiegato la sua assenza denunciando la presenza di una “campagna organizzata per ostacolare e screditare il risultato” e dichiarando: “Non ho paura di queste persone, tutt’altro. Ma non permetterò mai che io, dopo aver ottenuto una vittoria schiacciante, un’approvazione inequivocabile di tutto ciò per cui ho lottato e per cui anche voi avete lottato, salga su un palco e venga umiliato e denigrato da dei signor Nessuno. Purtroppo, non parteciperò allo spoglio”.
Sulla vicenda si è aperto un giallo mediatico. Sebbene un portavoce di Reform UK abbia sostenuto che la polizia dell’Essex avesse sconsigliato a Farage di partecipare a causa di una “minaccia credibile” nei suoi confronti, fonti della Press Association hanno precisato che le forze dell’ordine non hanno intimato ad alcun candidato di disertare lo spoglio.
La polizia si è limitata a confermare di aver predisposto “un dispositivo solido e proporzionato per garantire la sicurezza di tutti i partecipanti”. Successivamente, Reform UK ha annullato anche il discorso ufficiale di Farage previsto per la mattinata, ritenendo già sufficienti le sue dichiarazioni sui social dove il leader ha ribadito che il risultato di Clacton “parla da solo”.
La strategia di dimettersi e ricandidarsi era stata concepita da Farage come un appello al “verdetto del popolo”, per fare scudo contro l’organismo di controllo etico parlamentare.
Il comitato per gli standard sta infatti indagando su una donazione non dichiarata da 5 milioni di sterline (circa 5,7 milioni di euro) ricevuta dal miliardario ed investitore in criptovalute Christopher Harborne poco prima del voto generale del 2024, oltre che su ulteriori finanziamenti attribuiti a George Cottrell, imprenditore del settore condannato in passato per frode negli Stati Uniti. Di fronte ai controlli normativi, Farage aveva denunciato un’offensiva dell’élite di Westminster, chiedendo che fosse la popolazione a giudicarlo.
Tuttavia, diversi analisti sottolineano come l’esito di Clacton offra solo una breve tregua politica.
Sospesa per il periodo elettorale, l’inchiesta parlamentare è destinata a ripartire immediatamente. Qualora il comitato accertasse gravi irregolarità, Farage rischia una sospensione dal Parlamento superiore ai 10 giorni, sanzione che innescherebbe per legge un ulteriore turno di elezioni suppletive. In quel caso, i partiti tradizionali hanno già fatto sapere che schiereranno i propri candidati ufficiali, rendendo l’esito molto meno scontato.
Sullo sfondo resta un panorama politico in trasformazione. Sebbene Reform UK abbia registrato una forte crescita negli ultimi due anni attraendo esponenti di spicco del Partito Conservatore, il movimento sembra aver accusato un calo nei sondaggi con l’arrivo a Downing Street del nuovo primo ministro laburista Andy Burnham.
Nonostante la tregua ottenuta a Clacton, per il politologo John Curtice il leader populista punta, comunque, a uscire indenne dalle inchieste per proseguire nel suo obiettivo di fondo: indebolire o inglobare definitivamente il Partito Conservatore in vista delle prossime elezioni generali, previste non prima del 2029.