MELBOURNE - A poco più di un mese dalla presentazione del bilancio federale, il dibattito politico continua a concentrarsi sulle misure fiscali, sulla crisi abitativa e sul costo della vita. Di fronte alle critiche provenienti dall’opposizione, da alcuni settori imprenditoriali e da parte dell’opinione pubblica, il governo difende la propria strategia e sostiene che le riforme introdotte abbiano un obiettivo preciso: rendere il sistema più equo e facilitare l’accesso alla casa per le nuove generazioni.
Intervistata dal direttore responsabile de Il Globo Dario Nelli, sulle frequenze di ReteItalia, la vice ministra per i Servizi sociali e la prevenzione della violenza domestica, Ged Kearney, ha respinto le accuse secondo cui il bilancio penalizzerebbe famiglie e imprese.
“C’è molta disinformazione sul bilancio”, ha affermato la rappresentante del seggio di Cooper. “In realtà si tratta di un bilancio che punta all’equità. Esistono diverse disuguaglianze nel nostro sistema fiscale e stiamo cercando di affrontarle”.
Uno dei temi centrali dell’intervista è stato quello dell’emergenza abitativa, che il governo considera una delle principali sfide nazionali.
“Vogliamo che i giovani australiani possano acquistare una casa”, ha dichiarato Kearney. “Oggi il costo medio di un’abitazione equivale a circa otto volte il reddito annuale di una persona. Poco più di dieci anni fa era circa quattro volte il reddito. È evidente che oggi sia molto più difficile entrare nel mercato immobiliare”.
Secondo la vice ministra responsabile dei Servizi sociali, una delle cause dell’attuale situazione è rappresentata proprio dagli incentivi fiscali che negli anni hanno favorito gli investimenti immobiliari.
“Molti giovani si trovano a competere con investitori molto più facoltosi che acquistano proprietà come forma di investimento. Vogliamo riequilibrare questa situazione”.
Per questo motivo il governo ha proposto modifiche al sistema del negative gearing, una delle misure più controverse contenute nel bilancio.
Kearney ha però voluto rassicurare i proprietari che già beneficiano di questo regime fiscale. “Se oggi utilizzate il negative gearing, nulla cambierà. Potrete continuare a farlo esattamente come ora”, ha spiegato. “Anche in futuro sarà possibile usufruire del negative gearing, ma per nuove abitazioni appena costruite. Vogliamo che gli investimenti immobiliari contribuiscano ad aumentare l’offerta di case”.
L’obiettivo dichiarato, quindi, è stimolare la costruzione di nuove abitazioni senza eliminare completamente gli incentivi per gli investitori.
“Più case costruiamo, più sarà facile per i giovani acquistare una proprietà. Vogliamo che gli investitori continuino a comprare immobili, ma preferibilmente nuove costruzioni”.
Anche le modifiche alla tassazione delle plusvalenze immobiliari sono state difese da Ged Kearney. “Chi vende una proprietà continuerà ad avere uno sconto fiscale”, ha precisato. “La differenza è che verrà calcolato in modo diverso, tenendo conto dell’inflazione e del guadagno reale ottenuto”.
Secondo Kearney, alcuni contribuenti potrebbero addirittura beneficiare maggiormente del nuovo sistema, mentre altri potrebbero pagare qualcosa in più.
“Si tratta semplicemente di fare in modo che i redditi derivanti dalla ricchezza siano tassati in maniera più simile ai redditi da lavoro”.
La viceministra ha inoltre ricordato che il governo sta investendo circa 47 miliardi di dollari per affrontare la crisi abitativa: “È una delle emergenze più importanti che il Paese sta vivendo”.
Tra le misure citate figurano i programmi che consentono l’acquisto di una casa con un deposito del 5% e, in alcuni casi, del 2%.
“Abbiamo aiutato circa 250 mila persone ad acquistare una casa grazie al sostegno del governo”, ha affermato la viceministra Kearney.
Una parte significativa delle risorse sarà inoltre destinata all’edilizia sociale e accessibile attraverso il programma Housing Australia Fund. “Non si possono creare case dal nulla dall’oggi al domani”, ha osservato. “Ma stiamo costruendo nuove abitazioni e ci aspettiamo che molte di esse siano disponibili nei prossimi mesi”.
Sul tema dei trust discrezionali, che ha suscitato preoccupazioni in molte comunità, compresa quella italiana, Kearney ha parlato apertamente di una campagna di allarmismo. “Non ci saranno cambiamenti per i trust discrezionali inseriti nei testamenti”, ha dichiarato. “Questo è probabilmente uno dei più grandi allarmismi che abbia visto circolare”.
La ministra ha spiegato che le modifiche riguarderanno principalmente alcuni strumenti utilizzati da contribuenti ad alto reddito per ridurre il proprio carico fiscale.
“Il novanta per cento non sarà interessato da questi cambiamenti”, ha detto. “Vogliamo semplicemente che chi ottiene redditi attraverso trust o altre strutture paghi le tasse in modo più simile a chi vive di stipendio”.
Anche sul fronte delle piccole imprese Kearney ha respinto le critiche secondo cui il bilancio non offrirebbe sufficienti incentivi alla crescita. “Molti piccoli imprenditori resteranno piacevolmente sorpresi quando presenteranno la dichiarazione dei redditi il prossimo anno”, ha affermato.
Tra le misure illustrate figurano la deduzione immediata permanente fino a 20mila dollari per gli investimenti aziendali e nuovi incentivi per start-up e imprese innovative. “Stiamo cercando di incoraggiare gli investimenti e aiutare le nuove attività a crescere”, ha spiegato.
La sanità è stato un altro tema affrontato durante l’intervista. Alcune organizzazioni hanno espresso dubbi sulle modifiche ai rimborsi per l’assicurazione sanitaria privata, in particolare per le persone più anziane.
“Comprendiamo che alcuni cittadini possano essere preoccupati”, ha detto Kearney. “Ma negli ultimi anni abbiamo ridotto significativamente il costo dei medicinali, ampliato il bulk billing e aperto le ”.
Secondo la ministra, questi interventi contribuiranno a rendere il sistema sanitario più accessibile e contribuiranno a ridurre la pressione economica sulle famiglie.
In chiusura, non poteva mancare un passaggio sul quadro politico nazionale e sulla crescita nei sondaggi di One Nation. Kearney ha accusato il partito guidato da Pauline Hanson di aver votato contro numerose misure destinate a contrastare il costo della vita. “Pauline Hanson sostiene di essere dalla parte delle persone in difficoltà, ma ha votato contro molti degli interventi che abbiamo introdotto per aiutare lavoratori e famiglie”, ha affermato. La viceministra ritiene che il successo di One Nation sia in parte legato alla debolezza dell’opposizione federale.
“Quello che abbiamo visto è soprattutto un forte calo del consenso della Coalizione”, ha detto. “Sono fiduciosa che, entro la fine della legislatura, gli australiani vedranno chiaramente i benefici delle politiche che stiamo mettendo in campo”.
Con il costo della vita e l’accesso alla casa che restano tra le principali preoccupazioni degli elettori, il governo laburista sa che il giudizio finale, quello delle urne previste per il 2028, arriverà sulla base dei risultati che riuscirà a ottenere.
La sfida nei prossimi mesi sarà dimostrare che le promesse contenute nel bilancio possono tradursi in miglioramenti concreti per famiglie, lavoratori e giovani australiani.