ROMA - Il mercato della robotica in Italia continua a crescere, e ha raggiunto quota 3,5 miliardi di euro.
Secondo la nuova ricerca dell’Osservatorio Innovative Robotics, il 28% delle aziende italiane utilizza già l’automatizzazione tecnologica, soprattutto nella manifattura, ma nei prossimi anni l’impiego dei robot è destinato ad allargarsi ai servizi alla persona, alla sicurezza e ai contesti in cui la presenza umana è difficile o rischiosa.
Sei imprese italiane su dieci, secondo lo studio, la considerano uno strumento concreto per affrontare gli effetti dell’invecchiamento demografico e della denatalità.
“I sistemi robotici non rappresentano solo una leva di competitività, ma una risposta concreta alla scarsità di lavoratori che in taluni comparti le imprese stanno già iniziando ad avvertire”, spiega Giovanni Miragliotta, responsabile scientifico dell’Osservatorio, secondo cui sarà un cambiamento graduale ma centrale per difendere l’industria italiana.
Il rapporto sottolinea che il rapporto tra robotica e occupazione non va letto solo come sostituzione del lavoro umano, e che l’automazione ridurrà alcune attività, ma aumenterà la richiesta di profili legati alla progettazione, allo sviluppo, all’implementazione e alla manutenzione dei robot. Per questo, la transizione richiederà investimenti in formazione e riqualificazione.
Al momento solo il 3% delle aziende che usano robot sta sperimentando con macchine umanoidi, ma la quota potrebbe salire all’11% entro il 2028. Tra le imprese che prevedono investimenti nel 2026, il 29% destinerà risorse a robot innovativi con IA, sensori e apprendimento continuo, con una spesa media pianificata di 183mila euro.
Tra chi non intende investire nell’automatizzazione nei prossimi tre anni, il principale ostacolo - indicato nel 51% dei casi - è un contesto normativo e di mercato ritenuto non ancora pronto.
I benefici più monitorati restano quelli tradizionali: aumento della produttività del lavoro, miglioramento della qualità dei processi, maggiore sicurezza ed ergonomia dal e riduzione dei costi di produzione.