ROMA - Le scelte più importanti sono spesso accompagnate da percorsi tortuosi. Anche quella che dovrebbe portare Andrea Pirlo sulla panchina della Nazionale italiana ha incontrato un ostacolo improvviso: l’accordo dell’ex centrocampista con l’agenzia di scommesse russa Fonbet ha infatti aperto un fronte di discussione che rischia di rimettere in ballo la decisione sul nuovo commissario tecnico azzurro.

Il tempo delle valutazioni, in realtà, non è mai terminato. Già nei giorni scorsi da via Allegri filtrava come la scelta definitiva su Pirlo non fosse ancora stata formalizzata. Mentre il presidente Figc continua le sue riflessioni, il direttore tecnico Paolo Maldini resta convinto della propria linea, considerando quella di Pirlo una scelta esclusivamente tecnica, condivisa anche dall’advisor Leonardo.

La vicenda, però, è rapidamente uscita dai confini calcistici per assumere anche una dimensione politica. La vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno, è stata tra le prime a intervenire, criticando il ruolo dell’ex campione azzurro come testimonial di Fonbet: “Non interessa se Pirlo sia filorusso o meno. Conta ciò che ha scelto di fare: prestare, liberamente e ripetutamente, il proprio prestigio a un’operazione di normalizzazione del regime di Vladimir Putin, partecipando a iniziative sfruttate dalla propaganda del Cremlino mentre l’Ucraina veniva bombardata”.

Secondo Picierno, non si sarebbe trattato soltanto di un’attività commerciale, ma di un elemento inserito in una strategia più ampia di Mosca per mostrare una presunta normalità nonostante il conflitto in corso. “La Nazionale italiana rappresenta l’Italia nel mondo. E l’Italia è dalla parte dell’Ucraina, dell’Unione europea e del diritto internazionale”, ha aggiunto.

Dello stesso avviso il deputato di +Europa, Benedetto Della Vedova, che ha definito “incomprensibile e sbagliata” la scelta di Pirlo di diventare ambasciatore di Fonbet. Di tutt’altro orientamento, invece, le posizioni di chi ritiene la questione estranea al calcio. Il deputato di Futuro Nazionale, Domenico Furgiuele, e il generale Roberto Vannacci hanno parlato di “ingerenza ideologica” nei confronti di uno dei più grandi campioni della storia azzurra.

Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente del Senato, Ignazio La Russa. “Escludo che Giovanni Malagò, persona accorta, non sapesse”, ha dichiarato. Sulla scelta del nuovo ct ha invece preferito non esporsi: “Io mi sono chiamato fuori dai commenti, già mi ero lamentato per Gennaro Gattuso, non voglio fare il Pierino”. La Russa ha comunque riconosciuto le qualità di Pirlo come calciatore, sollevando dubbi sul suo percorso da allenatore: “Pirlo è un Everest come calciatore e una collinetta come allenatore. Poi anche sulla collinetta ci può essere un clima buono, infatti ho detto: che Dio ce la mandi buona”.

Nel frattempo anche il Codacons ha annunciato un esposto all’Agcom per una presunta violazione del divieto di pubblicità e sponsorizzazione legato alle scommesse e ai giochi in denaro, ipotizzando anche un eventuale ricorso al Tar del Lazio nel caso di una nomina di Pirlo alla guida della Nazionale.

A rompere il silenzio è stato lo stesso Pirlo, che attraverso una lunga dichiarazione sui social ha voluto chiarire la propria posizione. L’attuale tecnico dello Fc United di Dubai ha spiegato di aver scelto inizialmente di non intervenire “per rispetto nei confronti delle istituzioni, della Federazione e di tutte le persone coinvolte”, ma di ritenere necessario fare chiarezza.

“Negli ultimi giorni ho assistito con grande amarezza al dibattito che si è sviluppato intorno al mio nome e alla possibilità di ricoprire il ruolo di commissario tecnico della Nazionale italiana - ha scritto Pirlo -. Nel corso della mia carriera, prima da calciatore e oggi da allenatore, ho sempre svolto la mia attività nel pieno rispetto delle leggi dei Paesi in cui ho lavorato e dei contratti che ho sottoscritto”.

Sul rapporto con Fonbet, Pirlo ha precisato: “La collaborazione professionale oggetto delle recenti polemiche nasce nell’ambito del mio percorso lavorativo negli Emirati Arabi Uniti ed è esclusivamente di natura commerciale e sportiva. Attribuire a tale collaborazione un significato politico significa attribuirmi convinzioni che non ho mai espresso e che non mi appartengono”.

L’ex centrocampista ha inoltre ringraziato Maldini e Leonardo per la fiducia ricevuta, sottolineando il proprio legame con la Nazionale: “Mi rammarica che una scelta di carattere sportivo sia stata rapidamente trascinata in un confronto pubblico che ha finito per attribuire alla mia persona significati e intenzioni che non mi appartengono. L’amore per l’Italia non dipende da un incarico. Fa parte della mia storia, della mia identità e continuerà ad accompagnarmi, sempre”.

La vicenda intanto trova spazio anche sulla stampa internazionale, con la Nazionale quattro volte campione del mondo e una delle sue più grandi leggende coinvolte in un momento delicato. Pirlo, mentre il futuro sulla panchina azzurra resta in sospeso, continua a lavorare in Austria con il suo club che ha disputato un’amichevole a porte chiuse contro il Salisburgo terminata 1-1, con un curioso intreccio legato al gol di Tabakovic, autore della rete e del rigore decisivi nello spareggio che aveva permesso alla Bosnia di eliminare nuovamente l’Italia dalla corsa al Mondiale.

Al momento resta soltanto l’attesa per una decisione che ha ormai superato il semplice aspetto tecnico, diventando una questione di opportunità. Martedì è previsto il Consiglio Figc, che secondo lo statuto dovrà essere soltanto consultato sulla nomina del commissario tecnico senza avere un ruolo vincolante.

Nel caso in cui la candidatura di Pirlo dovesse clamorosamente saltare, la Federazione tornerebbe a valutare altri profili. Restano sullo sfondo i nomi di Roberto Mancini e Antonio Conte, oltre a Raffaele Palladino, ancora senza squadra dopo l’esperienza positiva alla guida dell’Atalanta, Stefano Pioli, già vincitore dello scudetto al Milan con Maldini dirigente, e Silvio Baldini, attuale tecnico dell’Under 21 e ct ad interim dopo Gattuso.

Sono dunque ore decisive per la Nazionale. La scelta del nuovo allenatore non sarà semplice e, qualunque sia l’esito finale, potrebbe incidere sugli equilibri appena costruiti intorno al nuovo corso azzurro.