LONDRA – Russell Brand è stato riconosciuto colpevole di stupro e di tre aggressioni sessuali al termine di un processo durato quasi quattro settimane alla Southwark Crown Court.

Il comico e attore britannico, 51 anni, aveva negato tutte le accuse, sostenendo che gli incontri, risalenti a oltre vent’anni fa, fossero stati consensuali oppure successivamente reinterpretati dalle donne coinvolte.

La giuria ha deliberato per otto ore e mezza prima di pronunciare i verdetti.

Brand è stato condannato per un capo d’accusa di stupro e per tre aggressioni a carattere sessuale, mentre è stato assolto da altre due accuse di stupro e da un tentativo di aggressione indecente.

Il giudice Joel Bennathan ha disposto la custodia cautelare e ha spiegato che la sentenza sarà pronunciata lunedì.

“Considerato almeno il verdetto sul sesto capo d’accusa, è evidente che ne deriverà una pena detentiva di una certa durata”, ha detto il magistrato.

Brand non ha mostrato reazioni evidenti mentre venivano letti i verdetti. Poco prima di entrare nell’aula aveva detto alla moglie Laura Brand: “Ti amo”.

Il suo avvocato Ian Winter ha chiesto che gli fosse concessa la libertà su cauzione per il fine settimana come “atto di umanità”, in modo da permettergli di salutare i figli.

Il giudice ha però respinto la richiesta, ritenendo esistente il rischio che Brand potesse sottrarsi alla successiva udienza.

“Mi dispiace per le difficoltà causate ai bambini - ha affermato Bennathan -. Ma tali difficoltà derivano dai gravi reati commessi dal loro padre”.

Le accuse riguardavano episodi avvenuti tra il 1999 e il 2009, negli anni in cui Brand passò dagli spettacoli di stand-up in piccoli locali a diventare uno dei volti più noti della televisione britannica e successivamente un attore di Hollywood.

Durante il processo hanno testimoniato sei donne, tutte protette dall’anonimato a vita.

Nessuna di loro si conosceva e tutte si erano rivolte alla polizia dopo un documentario televisivo e una serie di articoli pubblicati nel 2023 contenenti accuse anonime formulate da altre donne.

La condanna per stupro riguarda un fatto del 2009.

La donna coinvolta aveva incontrato Brand dopo uno spettacolo e, secondo la sua testimonianza, alcuni giorni più tardi si era recata nella sua abitazione.

Ha raccontato che, durante un rapporto inizialmente consensuale, Brand l’aveva violentata.

Le altre condanne riguardano aggressioni sessuali avvenute in anni diversi.

In un caso del 2004, una donna ha riferito che Brand le aveva afferrato il seno durante una festa in un locale londinese.

Un altro episodio, risalente al 2009, sarebbe avvenuto durante la promozione di un progetto, quando Brand avrebbe costretto una donna a sottoporsi a un contatto sessuale davanti a due colleghi.

Una quarta donna, che lavorava per una stazione radio, ha riferito di essere stata aggredita nel 2004 o 2005 alla presenza dell’entourage del comico.

Negli anni successivi Brand si era progressivamente allontanato dalla televisione e dal cinema tradizionali, costruendo invece un ampio seguito sui social media come commentatore anti-establishment su politica, spiritualità e religione.