WASHINGTON – Donald Trump si trova di fronte a crescenti richieste di cambiare linea da parte di esponenti e strateghi repubblicani dopo la pesante sconfitta alle elezioni di metà mandato, che ha consegnato ai Democratici il controllo di entrambe le Camere del Congresso.

Alleati del presidente chiedono una riorganizzazione dello staff della Casa Bianca, maggiore disciplina e l’abbandono di alcune politiche ritenute politicamente costose, tra cui la guerra con l’Iran e i dazi.

Lo stratega repubblicano John Feehery ha definito il risultato un “disastro enorme” per Trump, sostenendo che il presidente dovrebbe procedere a profondi cambiamenti nella propria squadra.

Trump, tuttavia, ha mostrato scarsa disponibilità a interpretare il voto come una bocciatura personale.

“Non lo considero un colpo contro di me”, ha dichiarato a Fox News.

Con il nuovo assetto del Congresso, i Democratici potranno bloccare parte dell’agenda legislativa presidenziale, avviare indagini sull’amministrazione e ostacolare alcune nomine.

Lo scenario potrebbe spingere Trump a fare ancora maggiore affidamento sui poteri esecutivi per portare avanti le proprie priorità.

La Casa Bianca aveva già preparato una serie di possibili interventi su immigrazione, dazi, edilizia abitativa e spesa federale, destinati a consentire al presidente di aggirare almeno in parte l’opposizione parlamentare.

All’interno del Partito repubblicano si apre però anche il problema della successione in vista del 2028.

Il vicepresidente JD Vance, considerato uno dei candidati più probabili a raccogliere l’eredità politica di Trump, ha attribuito apertamente alla guerra con l’Iran una parte decisiva delle perdite elettorali, prendendo le distanze dalla linea presidenziale.

Secondo un alto funzionario della Casa Bianca, sondaggi interni avevano segnalato già sei settimane prima del voto il rischio di perdere entrambe le Camere, ma Trump avrebbe rifiutato di modificare la strategia sull’Iran.

Le preoccupazioni Repubblicane non riguardano soltanto il conflitto.

Consulenti impegnati nelle campagne per il Senato in Stati competitivi come Michigan e Iowa avevano rilevato crescente irritazione tra elettori Repubblicani e indipendenti per l’attenzione dedicata dal presidente alla nuova sala da ballo della Casa Bianca e ai lavori di ristrutturazione a Washington.

Trump ha però continuato a difendere il progetto, definendolo per sé un’attività “rilassante”.

La Casa Bianca ha mantenuto pubblicamente una linea combattiva, ricordando sui social che Trump resta comunque il presidente.

Il capo della Casa Bianca ha inoltre abbracciato l’etichetta di “Mr Veto”, prospettando il blocco delle leggi approvate dal futuro Congresso a maggioranza Democratica.

La Costituzione consente tuttavia al Congresso di superare un veto presidenziale con una maggioranza dei due terzi in entrambe le Camere.

Trump ha posto il veto a 12 provvedimenti durante le sue due amministrazioni; solo uno di questi fu superato dal Congresso nel 2021.

Il potere di veto, in ogni caso, non potrà impedire ai Democratici di avviare indagini e attività di controllo sull’amministrazione.