CANBERRA – La Productivity Commission ha invitato il governo federale a semplificare in modo più deciso il quadro normativo che accompagna le imprese in tutte le fasi della loro attività, dalla nascita all’eventuale insolvenza.
Il ministro del Tesoro Jim Chalmers aveva chiesto alla Commissione, lo scorso maggio, di esaminare come le aziende australiane avviano l’attività, crescono, si riorganizzano e cessano di operare, nell’ambito delle misure del bilancio federale dedicate alla produttività.
Il rapporto preliminare pubblicato oggi individua diversi ostacoli che limitano il cosiddetto dinamismo imprenditoriale, ossia la capacità dell’economia di rinnovarsi attraverso la nascita, l’espansione, la ristrutturazione e l’uscita delle imprese.
La Commissione riconosce che molte norme rispondono a obiettivi legittimi, ma sostiene che in Australia il loro numero, la complessità e i costi di adempimento abbiano reso il sistema inutilmente difficile da gestire.
“In alcuni settori, il peso cumulativo degli obblighi può creare una vera e propria giungla normativa particolarmente difficile da attraversare per le imprese”, si legge nel rapporto.
Le difficoltà emergono anche quando un’azienda entra in crisi.
Secondo la Commissione, molti dirigenti non sanno a quali forme di assistenza pubblica rivolgersi né come affrontare correttamente un eventuale procedimento di insolvenza.
Il governo è stato quindi invitato a rendere più chiare e semplici le regole lungo l’intero ciclo di vita di un’impresa.
Tra le misure già annunciate che il Partito laburista dovrebbe portare avanti figura anche un sistema “tell-us-once”, pensato per evitare che le aziende debbano fornire più volte le stesse informazioni ai diversi livelli di governo.
L’Australian Chamber of Commerce and Industry ha però criticato il rapporto per non aver affrontato in modo sufficiente due questioni che, secondo l’organizzazione, pesano direttamente sulla capacità di crescita delle imprese: tassazione e relazioni industriali.
L’amministratore delegato Andrew McKellar ha affermato che analizzare il dinamismo imprenditoriale senza esaminare questi due ambiti equivale a “visitare un paziente senza poter controllare cuore e polmoni”.
Pur riconoscendo alcuni spunti utili, McKellar ha invitato il governo a non usare il documento come misura complessiva dello stato delle imprese australiane.
La Commissione pubblicherà le raccomandazioni definitive e la relativa modellizzazione economica nel maggio 2027.
Nei prossimi sei mesi continuerà inoltre a valutare quali settori necessitino di una revisione normativa e quale ruolo possa avere l’intelligenza artificiale nel ridurre gli oneri amministrativi.