TORINO - Annunciata la formazione dell’ItalRugby che affronterà il Sudafrica all’Allianz Stadium di Torino sabato 7 novembre alle 21.40 (AEST) nel match valido per la quarta giornata del Nations Championship, match inaugurale per gli azzurri nelle Northern Emisphere Series. “Capisco che vedere in panchina alcuni giocatori che siamo abituati a vedere sempre titolari possa sorprendere - ha esordito Gonzalo Quesada nell’annunciare la formazione - ma prendiamo l’esempio di Fischetti: viene da sei partite consecutive, abbiamo ritenuto fosse meglio non fargliene fare altre quattro di fila da titolare. Per quanto riguarda il mediano di mischia, abbiamo scelto Fusco perché arrivava nelle migliori condizioni di preparazione, mentre Varney ha dovuto fare avanti e indietro dall’Inghilterra, così come molti altri. Altri invece come Zuliani hanno giocato poco e non sono ancora al 100% e non hanno 80’”. Continuando ad analizzare la formazione,

Quesada ha sottolineato: “Belloni si è allenato veramente bene, ha lavorato tanto e quello che i ragazzi fanno in allenamento conta tantissimo nella scelta della formazione. Allan arriva da tre settimane d’infortunio, ha iniziato a correre all’inizio della settimana scorsa e si allenato con la squadra solo da venerdì scorso”. “Non era in condizione di fare 80’ e contro il Sudafrica non potevamo non fare il 6+2 e non possiamo non schierare dall’inizio dei trequarti che sappiamo dall’inizio che non possono fare 80’ - ha aggiunto Quesada -. Inoltre abbiamo deciso di spostare Capuozzo all’ala perché tra impegni all’estero e motivi personali si è allenato poco con noi, quindi volevamo metterlo in campo perché sta molto bene ma in un ruolo diverso da quello di estremo che nel nostro gioco ha funzioni specifiche”.

Su Domingo Miotti e la sua convocazione: “Quando ho firmato per l’Italia ho ricevuto tanti messaggi, tra cui quello di Domingo che inizialmente mi ha fatto i complimenti per il modo in cui parlavo italiano. Lo abbiamo seguito lungo tutto l’ultima stagione. Lui entra per far parte del gruppo, ma non è previsto che giochi né questa né la prossima contro l’Argentina: prima di tutto perché è tornato ad allenarsi da poco dopo un infortunio. Inoltre, la settimana prossima sarà solo la prima completa col gruppo e quindi potrebbe non essere pronto. Abbiamo altri giocatori che sono qua da più tempo e quindi sono scelte più logiche per queste partite: né io né Domingo vogliamo forzare i tempi. Si allenerà due settimane e poi valuteremo come sta e se potrà entrare in squadra nella terza o nella quarta partita”.

Sull’esordio di Samuele Locatelli in terza linea: “È da un anno nel gruppo dell’Italia. Aveva fatto delle stagioni di altissimo livello a Viadana e mi aveva impressionato già guardando la Serie A Elite. Sono stato molto d’accordo con l’idea di portarlo alle Zebre, dove ha confermato di essere al livello dell’URC e di affrontare i migliori in Europa e in Sudafrica, quindi ha già giocato contro quelli contro cui giocherà sabato. Senza Lamaro, che è l’altro grande competitor per la maglia numero 7, abbiamo pensato che Locatelli fosse quello nelle migliori condizioni per iniziare una partita di tale intensità in considerazione anche delle condizioni di Zuliani. Quest’estate Samuele è rimasto fuori per un soffio dalla finestra estiva del Nations Championship, ma ha fatto una bellissima prestagione e un ottimo inizio di campionato: convocarlo nei 33 era doveroso e poi ha dimostrato di poter esordire anche in una partita così difficile. E la reazione di felicità della squadra quando lo abbiamo inserito nella formazione titolare mi ha dato ulteriore conferma che fosse la scelta giusta”.

“Non succede spesso che il Sudafrica metta la miglior squadra contro l’Italia, e il fatto che lo facciano nonostante poi giochino di venerdì - quindi con un giorno di riposo in meno - con la Francia è un segnale di grande rispetto. Erasmus è il miglior allenatore al mondo ed è sempre stato molto gentile verso l’Italia e verso di me personalmente: questo fa molto piacere e so che è quello che pensa perché me lo dice ogni volta che ci vediamo. Conosce la realtà della nostra nazionale e conosce le nostre sfide, quindi sa valutare molto bene le nostre performance. Se vogliamo essere davvero in partita dobbiamo essere al massimo livello e allo stesso tempo cercare strategie, movimenti e modi di giocare diversi, più imprevedibili. L’anno scorso in due partite su tre siamo riusciti a competere, a Torino a 10’ dalla fine eravamo 20-14”, ha concluso Quesada.