A Sydney quel fuoco è stato acceso il 3 agosto 1966, con la nascita del Fogolâr Furlan Sydney, che nel 1968 trovò dimora a Lansvale.

Sessant’anni dopo, domenica 18 ottobre, attorno alla stessa fiamma si sono riuniti friulani, veneti e abruzzesi, con figli e nipoti, nello Showroom del Mounties di Mount Pritchard, per festeggiare il traguardo insieme a Club Italia e ai suoi club fondatori.

Alla festa, condotta da Anita Bonanno, general manager del Co.As.It., e dalla piccola Alessia Bonanno, presentatrice in erba, hanno parlato i presidenti dei club fondatori, Lidia Gentilini del Fogolâr Furlan Sydney, Flavia Sonego del Veneto Club of Sydney, con il vicepresidente Anthony Sonego, Marilea Farrell dell’Abruzzi Sports Club e Josephine Pagnucco del Comitato Casarsa, insieme a Federico Martin, referente nazionale dei Fogolâr Furlan d’Australia, al presidente di Club Italia Ben Sonego e al presidente del Mounties Group Steve Fitzpatrick. Il filo comune degli interventi è stato l’unità: “Da qualunque parte d’Italia veniamo, il nostro futuro dipende dal lavorare insieme come una sola comunità”, ha detto Farrell.

Da Melbourne sono arrivati 43 soci del Fogolâr Furlan locale, guidati dal presidente facente funzione Peter Muzzolini, che hanno donato al Fogolâr di Sydney un piatto commemorativo per i sessant’anni. Un’altra delegazione è venuta dal Fogolâr di Canberra.

I presidenti delle Regioni Abruzzo, Veneto e Friuli-Venezia Giulia, Marco Marsilio, Alberto Stefani e Massimiliano Fedriga, trattenuti da impegni in Italia, hanno inviato i loro auguri, mentre Anita Bonanno ha letto la lettera di Franco Iacop, presidente dell’Ente Friuli nel Mondo.

I soci del Fogolar Furlan Melbourne, arrivati in 43 per la festa, con il presidente facente funzione Peter Muzzolini e la bandiera del Friuli

Ben Sonego ha presentato i numeri dell’attività.

Nell’ultimo anno finanziario Club Italia e i club fondatori hanno organizzato 185 attività: 2.842 presenze alle gare di bocce, 2.444 ai tornei di ramino, 3.190 alle feste religiose e regionali, 8.476 in tutto.

Un impegno che, ha spiegato, serve a ridurre l’isolamento sociale della comunità italo-australiana del l’area sud-ovest di Sydney, ed è reso possibile dal sostegno del Mounties, che offre ai soci anche assistenza domiciliare e ambulatori.

Ben Sonego, presidente di Club Italia

Alla fine degli anni Novanta gestire un piccolo club nel New South Wales era diventato difficile per le nuove norme, l’economia e i cambiamenti demografici: soci sempre più anziani, nessun nuovo arrivo dall’Italia, figli e nipoti ormai pienamente australiani.

Il Fogolâr Furlan Sydney, il Veneto Club e l’Abruzzi Sports Club scelsero di unirsi. Il primo luglio 1998 il Veneto Club si fuse con il Fogolâr; nel 2006 entrò l’Abruzzi Sports Club e i soci adottarono il nome Club Italia. Nel 2013 Club Italia è diventato un sub-club del Mounties Group, che conta otto club nel New South Wales e oltre 280mila soci.

“Riunire tre culture regionali preoccupava i direttori di ciascun club – ha ricordato Sonego, nominato direttore e segretario nell’agosto 1998 –, ma i timori sono durati poco: i soci volevano che i loro club continuassero a vivere”.

Ha poi ringraziato comitato e volontari, “ai quali dobbiamo più di quanto potremo mai dare”, e ha concluso ripensando ai suoi trent’anni di servizio: “È stata una grande gioia servire la comunità di Club Italia”.

Lidia Gentilini, presidente del Fogolâr Furlan Sydney dal 2013 e delle Ladies Auxiliary di Club Italia dal 2005, ha ricordato le attività di sessant’anni, dal Balletto folcloristico alla squadra di calcio, dai crostoli e le fritole alla ‘Festa del Prosciutto di San Daniele’. “Non ricordo un altro club che riesca a tenere insieme culture diverse come facciamo noi”, ha detto, annunciando che il calendario friulano del 2027 è già pronto.

Flavia e Anthony Sonego, presidente e vicepresidente del Veneto Club, hanno ripercorso la storia del club, nato il 29 giugno 1979 dallo scioglimento dell’Associazione Trevisani nel Mondo di Sydney: i picnic di San Marco a Picnic Point, la trattoria per i soci a Dulwich Hill, il progetto di farne un piccolo club, svanito per una licenza negata. “Siamo cresciuti dai nostri umili inizi – hanno detto – e ci siamo uniti agli amici friulani, abruzzesi e del Mounties per formare una comunità unita e solida”. Oggi il Veneto Club fa parte dell’Associazione Tre Venezie, che con l’incontro di quest’anno ha raccolto 12mila dollari per il Cancer Centre for Children.

Marilea Farrell, intervenuta anche a nome del presidente onorario Antonio Santomingo, ha raccontato l’emigrazione abruzzese degli anni Cinquanta, spesso su richiamo di parenti e paesani, fatta di orti e piccole fattorie che rifornivano le città. Dai ritrovi in quelle fattorie sono nate associazioni che durano ancora, fino all’Abruzzi Sports Club di Wetherill Park. Fu Santomingo, ha ricordato, a lavorare con i presidenti veneto e friulano alla nascita di Club Italia. Oggi la comunità celebra San Gabriele dell’Addolorata a marzo, Sant’Eurosia a maggio e i Santi Martiri ad agosto, con lo spirito del “forte e gentile”.

Josephine Pagnucco, che da una ventina d’anni organizza il ritrovo dei paesani di Casarsa, in provincia di Pordenone, ha detto: “È una gioia vedere paesani giovani e meno giovani ritrovarsi ogni anno, anche solo per un giorno”. E sull’anniversario: “Immaginate, sessant’anni. Che meraviglia”.

La festa si è aperta con la Messa celebrata da padre Marek Dutkiewicz, seguita dagli inni italiano e australiano, eseguiti da John Vadala e Tony Gagliano, e da un minuto di silenzio per i soci scomparsi. A tavola si sono ritrovate le tradizioni regionali, dal prosciutto di San Daniele alle pappardelle fino al radicchio.

Lo spettacolo, curato da Elizabeth Sonego, ha avuto come ospiti il soprano Angela Massa e il pianista Ben Burton; poi la pista si è riempita sulle note di Vadala e Gagliano. Le presidenti dei club fondatori hanno tagliato la torta del sessantesimo insieme a Ben Sonego e Steve Fitzpatrick.

Sonego ha ringraziato le due presentatrici e ha già guardato al prossimo traguardo: “Non vediamo l’ora di festeggiare il 70esimo con Alessia come presentatrice”. Il focolare acceso nel 1966 ha già chi lo terrà vivo.