SACRAMENTO – Il governatore Gavin Newsom ha annunciato la commutazione di tutte le 548 condanne a morte ancora in vigore in California in pene all’ergastolo senza possibilità di libertà condizionale.
La misura punta di fatto a svuotare il braccio della morte prima della conclusione del suo secondo mandato.
Newsom aveva già imposto una moratoria sulle esecuzioni nel 2019, ma centinaia di detenuti erano rimasti formalmente condannati alla pena capitale.
“Adotto questa decisione perché credo fermamente che l’uccisione autorizzata dallo Stato sia incompatibile con i valori della California, indebolisca le fondamenta del nostro sistema giuridico e impoverisca tutti noi”, ha scritto in una lettera.
Il governatore ha definito la scelta una delle più difficili del suo mandato, riconoscendo che potrà riaprire ferite dolorose per le famiglie delle vittime.
“Come governatore, porto io solo la responsabilità di questa decisione e delle sue conseguenze, così come porterei io solo la responsabilità di ogni esecuzione”, ha aggiunto.
La Costituzione statale prevede tuttavia che, nei casi riguardanti persone condannate per più reati, la concessione della clemenza debba ricevere anche l’approvazione della Corte Suprema della California.
La pena di morte resta formalmente prevista nello Stato. Nel 2016 gli elettori respinsero infatti una proposta referendaria che ne avrebbe disposto l’abolizione.
L’American Civil Liberties Union (ACLU) ha accolto favorevolmente l’annuncio.
Il direttore esecutivo Anthony Romero ha sostenuto che le commutazioni rappresentano “ciò che la giustizia richiede”, chiedendo la fine di una pena che l’organizzazione considera discriminatoria, soggetta a errori e disumana.
L’ACLU è già impegnata in una causa contro la normativa californiana sulla pena capitale, sostenendo che abbia effetti discriminatori su base razziale e presenti problemi di costituzionalità.
Newsom, quarantesimo governatore della California, si prepara intanto a lasciare l’incarico dopo otto anni caratterizzati anche da frequenti scontri politici con Donald Trump.
Da tempo il suo nome circola inoltre tra i possibili candidati Democratici alla Casa Bianca nel 2028.
Il governatore ha però dichiarato che non si presenterebbe qualora l’ex vicepresidente Kamala Harris decidesse di correre nuovamente.
Newsom ha anche spiegato che un’eventuale candidatura dipenderebbe dal consenso della propria famiglia, sottolineando che i suoi quattro figli avranno un ruolo decisivo nella scelta.