PERTH – Woodside Energy ha annunciato il taglio di almeno 500 posti di lavoro a livello globale nell’ambito di una ristrutturazione destinata a ridurre i costi di 550 milioni di dollari l’anno a partire dal 2028.

La misura equivale a circa il 10 per cento della forza lavoro del gruppo, ma non è ancora chiaro quanti posti verranno eliminati dalle attività australiane collegate al gas naturale liquefatto, concentrate soprattutto al largo della costa del Western Australia.

Circa l’80 per cento dei dipendenti di Woodside si trova in Australia e la grande maggioranza opera in WA, alimentando i timori per possibili ripercussioni sull’occupazione nello Stato.

La ristrutturazione rientra in una strategia più ampia per aumentare i rendimenti agli investitori.

L’amministratrice delegata Liz Westcott ha indicato il progetto Scarborough, circa 375 chilometri al largo della costa del Pilbara, come una delle iniziative destinate a rafforzare in modo sostanziale i conti del gruppo nei prossimi anni.

Westcott ha spiegato che il progetto è completato al 99 per cento e si trova a poche settimane dalla spedizione del primo carico di LNG.

Anche il North West Shelf, autorizzato a continuare le attività fino al 2070, resta centrale nei piani della società.

L’estensione della vita dell’impianto è considerata decisiva anche per il possibile sviluppo del controverso progetto Browse, al largo della costa del Kimberley.

Nonostante le difficoltà ancora presenti, Woodside continua a descrivere i giacimenti di Browse come una “opzione di crescita” e una delle maggiori risorse non ancora sviluppate dell’Australia.

I nuovi tagli coincidono con una serie di riduzioni di personale nel settore delle risorse della WA.

A giugno, Hancock Iron Ore aveva confermato esuberi nelle attività di Roy Hill, mentre a ottobre BHP aveva annunciato il taglio di fino a 300 posti nelle proprie operazioni di minerale di ferro nel Pilbara.

Il ministro del Tesoro del Western Australia Rita Saffioti si è detta “molto delusa” dall’annuncio di Woodside e ha ribadito il sostegno del governo statale al gas come combustibile di transizione.

Secondo Saffioti, l’Australia deve assumere decisioni chiare sul futuro dei progetti relativi alle risorse e al gas, evitando di chiedere al tempo stesso più occupazione e meno sviluppo del settore.

La portavoce dei Verdi del WA Sophie McNeill ha invece sostenuto che i tagli dimostrino il declino di Woodside come società lcolegata ai combustibili fossili e ha ribadito l’opposizione alle perforazioni a Scott Reef nell’ambito di Browse.

L’analista delle risorse Peter Strachan ha respinto questa interpretazione, sostenendo che Woodside trae invece beneficio da forti entrate grazie agli elevati prezzi del petrolio collegati alla guerra con l’Iran.

Secondo Strachan, la ristrutturazione riflette soprattutto il nuovo corso impresso da Westcott, nominata amministratrice delegata permanente a marzo, con una maggiore attenzione ai rendimenti per gli azionisti.

Ha inoltre ipotizzato che i tagli possano essere distribuiti nei prossimi sei mesi e coinvolgere attività legate all’idrogeno, all’ammoniaca e allo stesso progetto Scarborough, dove parte del personale potrebbe non essere più necessaria con l’avvicinarsi del completamento dei lavori.