CILE - Il deserto di Atacama, nel nord del Cile, uno dei territori più aridi del pianeta, si è trasformato in un'immensa distesa di fiori selvatici. 
Da settimane, il terreno roccioso e rossastro è ricoperto da una spettacolare fioritura, dominata dalle tonalità fucsia, resa possibile dalle abbondanti precipitazioni registrate durante l’inverno australe.

Il fenomeno, conosciuto come Desierto Florido, quest’anno ha raggiunto un’intensità e un’estensione tra le maggiori dal 1997. 
A favorirlo sono state le condizioni meteorologiche associate a El Niño, che hanno portato piogge eccezionali in un territorio dove le precipitazioni sono normalmente quasi inesistenti.

Sono oltre 200 le specie vegetali native che hanno trovato le condizioni necessarie per germogliare e fiorire. 
Tra queste figurano l’añañuca, la garra de león, la pata de guanaco e la flor del jote, che trasformano il paesaggio desertico in una distesa di colori lungo la costa settentrionale cilena, tra l’oceano Pacifico e la cordigliera delle Ande.

Per comprendere la portata del fenomeno basta considerare le caratteristiche climatiche della regione. 
In assenza di El Niño, la media annuale delle precipitazioni in questa parte del Cile è di appena due millimetri. Il clima è quello del deserto costiero, caratterizzato da temperature medie annuali intorno ai 17 gradi e da una stagione secca che può durare dagli undici ai dodici mesi.

Tra luglio e settembre, tuttavia, diverse località della regione di Atacama hanno registrato precipitazioni eccezionali. A Vallenar sono caduti fino a 183,5 millimetri di pioggia, una quantità straordinaria rispetto alle condizioni abituali del territorio.

È proprio questa combinazione di precipitazioni invernali, umidità e temperature favorevoli a innescare il Desierto Florido: i semi e gli organi sotterranei delle piante, rimasti in quiescenza nel terreno durante i lunghi periodi di siccità, riprendono la propria attività, dando origine a una fioritura rapida e abbondante durante la primavera australe.

Il fenomeno, però, non si verifica ogni anno. Richiede condizioni di piovosità particolarmente insolite e specifici livelli di umidità e temperatura. 

Per questo motivo, ogni nuova fioritura rappresenta un evento naturale raro, capace di attirare visitatori e appassionati da diverse parti del mondo.

Uno degli ambienti più importanti per osservare questo spettacolo è il Parco nazionale Llanos de Challe. 

Con una superficie di 45.708 ettari, è stato istituito nel 1994 per proteggere la formazione vegetale del deserto costiero di Huasco e conservare uno degli ecosistemi più ricchi di biodiversità del territorio.

La vicinanza all’oceano Pacifico e la presenza della camanchaca, la caratteristica nebbia costiera cilena, contribuiscono a mantenere condizioni di umidità che favoriscono la presenza e la continuità della vegetazione, nonostante l’estrema aridità della regione.

Nel parco sono state censite oltre 220 specie vegetali, di cui 206 native del Cile. Quattordici sono endemiche della regione di Atacama, ossia non si trovano naturalmente in altre aree geografiche.

Tra le specie più caratteristiche figurano la copiapoa de Carrizal (Copiapoa dealbata) e la garra de león (Bomarea ovallei), quest’ultima particolarmente rappresentativa del fenomeno della fioritura del deserto.

Fiori Garra de león (Bomarea ovallei) nel Parco nazionale Llanos de Challe. 

Il parco costituisce inoltre un rifugio per diverse specie minacciate. Due piante, la garra de león e il cactus napina, sono classificate in pericolo di estinzione, mentre altre quattordici specie vegetali rientrano nella categoria delle specie vulnerabili.

La tutela dell’area riguarda anche la fauna: Llanos de Challe ospita infatti una delle popolazioni di guanachi (Lama guanicoe) più numerose tra quelle presenti nelle aree naturali protette del Cile. Anche questo mammifero, tuttavia, è seriamente minacciato dalle attività umane.

La ricchezza naturalistica del deserto di Atacama convive con una condizione di particolare vulnerabilità. L’ecosistema è considerato a livello internazionale in uno stato critico di conservazione, soprattutto a causa della pressione esercitata dall’espansione agricola e dallo sviluppo urbano.

La straordinaria fioritura di quest’anno rappresenta quindi anche un’occasione per richiamare l’attenzione sulla necessità di proteggere un patrimonio naturale difficilmente riproducibile.

Flor del jote (Argylia radiata).

Le autorità raccomandano ai visitatori di non raccogliere i fiori, consentendo alle piante di completare il proprio ciclo riproduttivo e produrre nuovi semi. È inoltre importante non abbandonare i sentieri, evitare di attraversare le aree fiorite con automobili o altri veicoli e non lasciare rifiuti.

Anche il rispetto della quiete contribuisce alla conservazione dell’ambiente: evitare rumori e musica ad alto volume permette di visitare il parco senza alterare l’equilibrio naturale.

La fioritura del deserto di Atacama è destinata a esaurirsi con il cambiamento delle condizioni climatiche. I fiori scompariranno, lasciando nuovamente spazio al paesaggio arido che caratterizza la regione per gran parte dell’anno. 

Nel terreno, però, resteranno i semi pronti ad attendere le prossime piogge.