ROMA - Crescono le pressioni sul governo per modificare la legge di bilancio. Regioni, Comuni e alleati di maggioranza chiedono interventi su sanità, scuola e pensioni, mentre il Tesoro deve fare i conti con le risorse limitate di una manovra da circa 26 miliardi di euro.
La Conferenza delle Regioni giudica all’unanimità insufficienti i finanziamenti per la sanità e sollecita un aumento del Fondo sanitario nazionale. Il presidente, il leghista Massimiliano Fedriga, mette in guardia dal rischio di uno “scenario a debito” per i bilanci regionali. La protesta coinvolge governatori di centrodestra e centrosinistra.
Il presidente dell’Emilia-Romagna, Michele De Pascale (Pd), arriva a ipotizzare un ricorso alla Corte costituzionale. “Se la manovra non dovesse cambiare penso che le Regioni debbano portare il governo davanti alla Corte costituzionale”, afferma, sostenendo che lo Stato non può imporre alle amministrazioni regionali obblighi sui servizi essenziali senza garantire finanziamenti adeguati.
Sul fronte della scuola, il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, annuncia l’intenzione di eliminare durante l’esame parlamentare i tagli previsti al personale. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, collega invece la riduzione delle assunzioni alla diminuzione degli studenti, confermando comunque la disponibilità a correggere il testo.
Le tensioni attraversano anche la maggioranza. Forza Italia chiede al ministero dell’Economia e delle Finanze di individuare nuove coperture e il leader del partito, Antonio Tajani, indica tra le priorità la rivalutazione delle pensioni, gli interventi sulla scuola e 48 milioni di euro per la previdenza delle forze dell’ordine.
Forza Italia valuta inoltre un emendamento per cancellare la cosiddetta exit tax, un’imposta legata ai trasferimenti fiscali verso l’estero che il partito considera una forma mascherata di tassa sul patrimonio.
Sullo sfondo restano le divergenze con la Lega di Matteo Salvini, soprattutto sul superamento della legge Fornero.
Intanto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, ha incontrato a Palazzo Chigi il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, per discutere di manovra, industria ed energia. Orsini ha definito il confronto “un dialogo franco e costruttivo”.
Alla Camera, dove le audizioni sono previste dal 9 novembre, la commissione Bilancio chiede lo stralcio di tre norme considerate estranee alla materia finanziaria, tra cui quella sugli sconti obbligatori per i libri di testo digitali. Fratelli d’Italia prepara inoltre un emendamento per riaprire il condono edilizio del 2003 in Campania. La trattativa nella maggioranza si annuncia serrata, con numerose richieste di modifica e risorse limitate per finanziarle.