GINEVRA - Il pianeta affronta un deficit strutturale di risorse per mitigare gli impatti del cambiamento climatico, in un momento in cui l’intensificarsi dei fenomeni meteorologici estremi minaccia di travolgere intere regioni.

Secondo quanto evidenziato nel rapporto Adaptation Gap Report pubblicato dall’UN Environment Programme (Unep), si stimano necessari circa 305 miliardi di dollari all’anno fino al 2035 per contrastare i danni climatici. Ciononostante, i flussi finanziari garantiti dai Paesi sviluppati a beneficio delle nazioni del Sud del mondo (più esposte agli impatti ambientali) continuano a registrarsi a livelli nettamente inferiori rispetto ai fabbisogni reali. 

Il quadro finanziario si aggrava al cospetto di condizioni meteorologiche da record. Dopo un’estate torrida che ha interessato l’Europa, a livello globale è stato registrato il secondo settembre più caldo di sempre.

A questo scenario si aggiunge la minaccia del fenomeno El Niño: secondo le stime della National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa), esiste l’81% di probabilità che si verifichi una delle manifestazioni più imponenti mai rilevate, con una probabilità del 97% che l’evento persista fino all’inizio della primavera 2027. 

Secondo quanto reso noto dalle Nazioni Unite, il riscaldamento delle acque equatoriali del Pacifico si sta consolidando rapidamente e potrebbe toccare un’intensità senza precedenti entro la fine dell’anno, posizionandosi tra gli episodi più violenti registrati a partire dal 1950. L’impatto delle correnti si andrà a sommare agli effetti del cambiamento climatico di origine antropica. 

“El Niño continuerà a intensificarsi in vista del picco previsto per dicembre – ha dichiarato l’Organizzazione meteorologica mondiale nel suo aggiornamento mensile sul clima stagionale globale –. È probabile che porti temperature superiori alla media in gran parte del globo e modifichi i regimi delle precipitazioni, aumentando il rischio di siccità e inondazioni in diverse regioni”.

L’agenzia dell’Onu ha inoltre precisato che “si prevede che le temperature della superficie del mare nel Pacifico tropicale centrale e orientale saliranno a livelli record nel trimestre ottobre-novembre-dicembre 2026, riflettendo il rafforzamento dell’evento El Niño, che influenzerà i modelli meteorologici e avrà ripercussioni su economie, ecosistemi e comunità“. 

In Sudamerica, l’incedere de “El super Niño” ha spinto i governi nazionali ad adottare provvedimenti straordinari per far fronte alle criticità idrologiche e meteorologiche.

In Perù, il governo guidato dalla presidente Keiko Fujimori ha dichiarato lo stato di emergenza per 60 giorni in quasi tre quarti dei distretti del Paese. La misura si è resa necessaria a causa del rischio di precipitazioni eccezionali, esondazioni e colate di fango. Il provvedimento interessa località diffuse in tutte le 25 regioni amministrative. Prevede inoltre interventi diretti da parte delle autorità centrali e regionali, vista l’insufficiente capacità degli enti locali di gestire l’emergenza in autonomia. 

Anche la Bolivia ha preso provvedimenti immediati. Il presidente Rodrigo Paz ha decretato lo stato di emergenza nazionale per mobilitare risorse finanziarie e impiegare le forze di sicurezza nelle aree più colpite da inondazioni e siccità severe.

“Abbiamo realizzato un lavoro eccezionale per preservare l’ambiente e affinché l’impatto del super Niño di quest’anno sia il più ridotto possibile”, ha dichiarato Paz in un messaggio alla nazione. Il presidente ha poi aggiunto che “questo fenomeno porterà conseguenze molto gravi in termini di siccità e inondazioni, e abbiamo bisogno della collaborazione di tutte le autorità”.

Secondo i dati del Ministero della Protezione Civile, la siccità ha già investito 78.000 famiglie e causato la perdita di oltre 75.000 capi di bestiame. 

Gli effetti del rialzo termico del Pacifico si estendono con forza sul quadrante asiatico e sull’Oceania. In Nuova Zelanda, il Paese si trova ad affrontare una condizione di siccità meteorologica persistente. Jason Donaghy, responsabile del monitoraggio del Northland Regional Council, ha evidenziato come la maggior parte dei livelli delle acque sotterranee si trovi “sotto la norma o estremamente bassa per gran parte della regione in questo periodo dell’anno”.

Nel Northland, le precipitazioni del mese di ottobre si sono fermate a 32 mm, quota che corrisponde ad appena il 36% della media mensile. Gli esperti escludono un sollievo imminente per il deficit idrico, segnalando che le piogge previste non garantiranno apporti significativi per la ricarica dei terreni. 

Spostandosi nelle Filippine, il senatore Francis Pangilinan ha sollecitato l’esecutivo a predisporre immediate misure di contrasto all’emergenza. Il parlamentare ha chiesto l’applicazione automatica del blocco dei prezzi sui beni di prima necessità nelle zone colpite da calamità, in conformità con la Republic Act 7581 (Price Act), premendo inoltre per controlli rigorosi contro fenomeni di accaparramento e speculazione commerciale. 

Infine, in Papua Nuova Guinea, l’amministrazione del distretto di Gazelle ha stanziato oltre 1,2 milioni di Kina per fronteggiare la gravità della crisi idrica. L’amministratore distrettuale Robert Numbaru ha sottolineato la precarietà dell’attuale sistema di approvvigionamento, dichiarando che “le forniture d’acqua durano spesso solo da uno a tre giorni” e richiamando l’urgenza di realizzare infrastrutture stabili a lungo termine. 

Particolarmente grave la situazione registrata nell’arcipelago delle Galapagos, dove precipitazioni torrenziali associate a El Niño hanno provocato almeno una vittima e costretto centinaia di persone ad abbandonare i propri insediamenti. 

“È la prima volta che accade una cosa del genere a Santa Cruz. Non avremmo mai immaginato che potesse succedere. È stato un fenomeno naturale che ha davvero superato le nostre previsioni”, ha dichiarato il sindaco dell’isola, Fanny Uribe. Secondo le stime comunali preliminari, circa 2.000 famiglie sulle quattro isole abitate dell’arcipelago sono state direttamente colpite dai danni: “Hanno perso assolutamente tutto. Gli è rimasto solo il vestito che indossavano”, ha concluso la prima cittadina.