MOSCA - L’allarme causato dai massicci attacchi dei droni ucraini sta condizionando la vita politica e le manifestazioni pubbliche in Russia. La minaccia ha spinto il presidente Vladimir Putin a svolgere la propria campagna elettorale in Siberia, a migliaia di chilometri da Mosca e in aree meno esposte al raggio d’azione delle armi di Kiev. Le autorità russe, invece, si sono viste costrette ad annullare il tradizionale Festival internazionale delle orchestre militari Spasskaya Bashnia, previsto come ogni agosto sulla Piazza Rossa.
Pur coprendo tre quarti del territorio della Federazione Russa, la Siberia ospita solo circa 36 milioni di abitanti (un quarto della popolazione totale di 145 milioni) e non rappresenta la roccaforte elettorale principale del partito di governo Russia Unita, candidato a vincere l’appuntamento delle urne per il rinnovo della Duma previsto il 20 settembre.
Sebbene il Cremlino sostenga che il Capo dello Stato non vada mai in vacanza, Putin si concede solitamente una pausa di alcune settimane tra la fine di luglio e la seconda metà di agosto. In questa occasione, la sosta a 7.000 chilometri dalla capitale è coincisa con l’avvio della campagna per le prime elezioni parlamentari dall’inizio dell’aggressione all’Ucraina.
Il tour siberiano e la tappa a OmskIl viaggio siberiano del presidente è iniziato il 24 luglio con la visita a una fabbrica aeronautica a Irkutsk, capoluogo della regione adiacente al lago Baikal. Fino a quel momento, per motivi di sicurezza, nei primi sei mesi dell’anno Putin si era recato unicamente a San Pietroburgo e Kazan, dopo che il presunto attacco ucraino di fine 2025 contro la residenza presidenziale di Valdai (nella regione di Novgorod) aveva sollevato serie preoccupazioni.
La tappa successiva si è svolta a Omsk, sede dell’incontro con il leader kazako Kassym-Jomart Tokayev. Inaspettatamente, Tokayev ha rimproverato il presidente russo per le ripercussioni del conflitto sulle esportazioni di petrolio della repubblica centroasiatica, chiedendo direttamente di ordinare una cessazione immediata delle ostilità, affermando che “nessuno” comprende le ragioni dello scontro tra Mosca e Kiev e prendendo le difese della sovranità ucraina.
L’itinerario istituzionale ha toccato una questione particolarmente urgente per le città industriali siberiane: la qualità dell’aria. Il 3 agosto Putin è atterrato a Krasnoyarsk, tra le città più inquinate del Paese, dove ha incontrato studenti provenienti da tutta la regione e ha calciato un pallone destinato a essere esposto in un museo. Successivamente ha fatto visita a Novosibirsk, capitale non ufficiale della Siberia, e a Ulan-Ude, centro della repubblica buddista di Buriazia (anch’essa affacciata sul lago Baikal), da cui è partito un gran numero di combattenti verso il fronte ucraino.
La stampa indipendente ha evidenziato che, in concomitanza con la visita presidenziale e nonostante la grave carenza di carburante a livello nazionale, i prezzi della benzina sono improvvisamente crollati in alcune delle città tappe del tour, o i tabelloni delle stazioni di servizio sono stati semplicemente spenti. Negli ultimi mesi Putin ha registrato un calo di 15 punti percentuali nei sondaggi, una flessione paragonabile a quella del 2018 legata alla controversa riforma delle pensioni. Per questa ragione ha scelto di spendersi direttamente a sostegno di Russia Unita, guidandone la campagna elettorale per la prima volta dal 2007 sotto lo slogan “Tutto per la vittoria”.
In questo contesto si inserisce anche la prima visita in assoluto di Putin alle Isole Curili, l’arcipelago rivendicato dal Giappone, la cui missione ha innescato una dura disputa diplomatica con Tokyo. Gli analisti vi hanno letto un chiaro messaggio propagandistico ed elettorale di fronte al nuovo stallo dell’offensiva nel Donbass. Oltre ad assaggiare il caviale locale sull’isola di Iturup, il presidente ha sottolineato il “codice genetico vincente” che scorre nelle vene dei russi, inclusi i circa 20.000 residenti delle quattro isole inospitali, teatro dell’ultima battaglia dell’Armata Rossa nel 1945.
Il giorno precedente, dopo aver assistito alle manovre navali al largo di Sachalin, il leader del Cremlino aveva denunciato la presenza della Nato nella regione Asia-Pacifico e ha avvertito l’Unione Europea che risponderà in modo simmetrico a qualunque abbordaggio di navi russe in qualsiasi oceano. Indossando i panni di comandante in capo della Marina, la presenza di Putin è coincisa inoltre con il 26esimo anniversario dell’affondamento del sottomarino nucleare Kursk, nel quale persero la vita 118 membri dell’equipaggio.
Sul fronte della capitale, l’aumento dei raid condotti con droni ha portato alla cancellazione dell’edizione di quest’anno del Festival internazionale delle orchestre militari Spasskaya Bashnia, evento organizzato dal 2007 sulla Piazza Rossa (dopo i primi esordi sulla collina Poklonnaya, oggi Parco della Vittoria). In 18 anni di storia la manifestazione era stata rinviata soltanto nel 2020 a causa della pandemia.
Gli organizzatori hanno comunicato tramite il canale Telegram ufficiale la sospensione con soli quattro giorni di preavviso rispetto all’apertura prevista per venerdì, motivando la decisione “per ragioni indipendenti dalla volontà degli organizzatori” e rinviando la rassegna al 2027.
La decisione è maturata all’indomani del più imponente attacco di droni registrato su Mosca, lanciato nelle prime ore di domenica con oltre 600 velivoli (201 dei quali abbattuti nei pressi della città). In totale, a partire da sabato pomeriggio, la difesa aerea russa ha dichiarato di aver distrutto 822 droni ucraini diretti verso 16 regioni e la penisola di Crimea, segnando l’incursione di maggiore entità dall’inizio della guerra. Lo scorso giugno le autorità avevano già provveduto ad annullare il concerto in Piazza Rossa previsto per la Giornata della Russia.